I Bye Parula pubblicano il nuovo singolo estratto dall’album in uscita il 5 giugno per Secret City Records: un lavoro che intreccia art-pop, estetica cinematografica anni ’70 e narrazione identitaria transnazionale.
L’8 aprile scorso abbiamo assistito al ritorno discografico dei Bye Parula con “I don’t know”, secondo singolo tratto da Something Out Of Nothing, album atteso per il 5 giugno via Secret City Records nei formati LP e CD. Il brano segue “KISSBURN”, pubblicazione che nelle prime quattro settimane ha registrato oltre 300.000 stream su Spotify e superato il milione di visualizzazioni su TikTok, delineando una traiettoria di crescente attenzione internazionale.
Il progetto Bye Parula nasce a Montréal dall’incontro tra Loïc Calatayud-Sola (voce e basso), Sebastián Riquelme (chitarra) e Sergio D’Isanto (batteria), musicisti provenienti rispettivamente da Francia, Cile e Italia. L’esperienza condivisa dell’emigrazione costituisce il nucleo originario della band, che trasforma una condizione di spaesamento in un linguaggio musicale coeso e riconoscibile. Se le prime registrazioni restituivano una fase ancora esplorativa, il nuovo lavoro documenta una maturazione relazionale e artistica, fondata su un’interazione più fluida e consapevole.
“I don’t know” si inserisce in questo percorso come tassello coerente di un’estetica che coniuga art-pop e suggestioni cinematografiche. L’impianto sonoro del disco si articola in una sintesi stratificata: il gusto orchestrale di Serge Gainsbourg, la vulnerabilità lirica di Elliott Smith, le traiettorie ritmiche di Talking Heads e una sensibilità R&B contemporanea riconducibile a Dijon. Il risultato è una scrittura sonora che si muove tra eleganza formale e tensione emotiva, immersa in una dimensione visiva che richiama il cinema degli anni Settanta.
L’album Something Out Of Nothing si presenta come un’opera bipartita: “Songs to Listen to in a Standing Position” e “Songs to Listen to in a Sitting Position”. Due sezioni che articolano una dialettica tra movimento ed introspezione, tra energia e sospensione, traducendo in forma musicale una riflessione sull’esperienza affettiva e sulla sua capacità di oscillare tra slancio e contenimento.
Sotto la superficie sonora, il disco sviluppa una linea narrativa intima. La scrittura di Calatayud-Sola, inizialmente segnata da un approccio più costruito, evolve verso una maggiore essenzialità espressiva, privilegiando una lingua diretta e aderente all’esperienza emotiva. In questo contesto si collocano episodi come “Orange Blossom”, arricchito dalla partecipazione di Adèle Trottier-Rivard e dedicato alla memoria familiare, o “Burning Down the House”, che affronta il tema della separazione. “Home”, invece, si sviluppa attorno a una dimensione esistenziale sospesa, legata alla quotidianità urbana e al senso di dislocazione.

Il percorso della band si inserisce nel solco della scena indipendente di Montréal, accanto a esperienze come Patrick Watson e Plants and Animals. Collaborazioni con figure come Robbie Kuster e Warren Spicer hanno contribuito alla definizione di un’identità artistica più articolata, consolidando un linguaggio che unisce ricerca sonora e accessibilità.
Parallelamente all’uscita del singolo, i Bye Parula hanno annunciato una serie di appuntamenti dal vivo. Dopo il concerto sold out del 18 aprile a Toronto al Lee’s Palace, in apertura ai Said the Whale, il trio sarà a Londra il 2 giugno e prenderà parte a diversi festival estivi canadesi, tra cui il Northern Lights Festival, il Festival d’été de Québec e l’Hillside Festival. L’11 giugno è prevista inoltre una data speciale a Montréal, presso La Sala Rossa, per celebrare l’uscita dell’album.




