Con “Little Rat” (Carosello Records), in uscita il 14 novembre, la cantautrice e produttrice toscana Birthh apre un nuovo capitolo del proprio percorso: un brano intimo e introspettivo che segna il suo esordio in italiano.

A distanza di un anno dalla pubblicazione del suo ultimo album “MOONLANDED”, Birthh — nome d’arte di Alice Bisi inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico con il singolo Little Rat, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 14 novembre per Carosello Records.
Per la prima volta, l’artista sceglie di esprimersi in lingua italiana, aprendo così una stagione inedita della sua ricerca musicale e autoriale.

La genesi di “Little Rat” si colloca in un territorio emotivo sospeso tra due luoghi simbolici e complementari: da un lato, le colline toscane della sua infanzia, spazio ideale di memoria e appartenenza; dall’altro, la frenesia metropolitana di New York City, la città che da anni accoglie la cantautrice e ne alimenta l’immaginario. Il brano nasce come riflessione lucida e vulnerabile sul concetto di identità, sul bisogno di sentirsi a casa anche a distanza di un oceano.

È un’introduzione a cuore aperto all’interno dell’arco narrativo di quello che sarà l’album. È un inizio di percorso senza filtri su dove mi trovo adesso, sia a livello geografico che nella mia salute mentale.

Nel brano, Birthh intreccia cantautorato e sonorità alternative urban, fondendo la delicatezza della propria voce con un impianto sonoro stratificato e pulsante, in grado di restituire la densità emozionale della metropoli e, insieme, la fragilità dell’animo umano. A co-produrre il singolo è Pietro Miano (2nd Roof / Chef P), produttore di punta della scena rap e hip hop italiana, che contribuisce a definire la texture sonora di questa nuova direzione.

“Little Rat” rappresenta il punto di congiunzione tra passato e presente, tra la Birthh che ha conquistato la critica internazionale con i suoi lavori in inglese e la nuova artista che sceglie di ritornare alla propria lingua madre per un’urgenza di sincerità e radicamento. Il titolo, evocativo e insieme disarmante, restituisce l’immagine di una creatura fragile e resistente, simbolo della condizione esistenziale di chi cerca equilibrio in una realtà in costante mutamento.

Una traiettoria artistica in costante evoluzione

Nata e cresciuta tra le colline toscane, Birthh ha iniziato a scrivere canzoni all’età di sei anni, trasformando col tempo quel gioco d’infanzia in un linguaggio di ricerca e introspezione. Il debutto discografico con “Born in the Woods” (2016, WWNBB collective) le è valso l’attenzione di testate come Rolling Stone, MTV e The Sunday Times, oltre all’inserimento di alcuni brani nella colonna sonora di SKAM Italia.

Con il secondo album “WHOA” (Carosello Records, 2020), registrato ai Quad Studios di New York, Birthh ha consolidato un’identità sonora personale, capace di coniugare eleganza e sperimentazione, ricevendo riscontri significativi anche dalla stampa estera (NPR, Clash Magazine, American Songwriter).

Nel 2023 è seguito “MOONLANDED”, un progetto concepito e prodotto interamente nel suo home studio di Brooklyn, la “Moonbase”, durante un periodo di profonda trasformazione personale e artistica.

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