Asaf Avidan pubblica il suo nuovo album tra jazz, cinema e inquietudine. L’artista israeliano sarà in concerto in Italia il 28 ottobre all’Alcatraz di Milano

Con la sua voce impossibile da etichettare — a metà tra un lamento antico e un grido contemporaneo — Asaf Avidan torna con un nuovo progetto: Unfurl, in uscita il 10 ottobre. L’annuncio arriva insieme al nuovo singolo Haunted, già reso disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio.

È proprio Haunted ad aver aperto la strada all’album, dopo un lungo blocco creativo. Asaf Avidan racconta che il brano è nato da un intreccio di esperienze insolite: «Carl Jung, un attacco di vertigini, il Messico, Brad Pitt e Hitchcock». Il risultato è una traccia che parte con un’intimità acustica disarmante e si apre poi in un affresco orchestrale, attraversato da suggestioni cinematografiche e un’inaspettata vena rap. Non è un vezzo, ma un esperimento che diventa dichiarazione d’intenti: Unfurl non sarà un disco prevedibile.

Registrato ai leggendari Miraval Studios, l’album si compone di otto tracce e mescola suoni jazz suonati dal vivo, arrangiamenti sinfonici e una scrittura che si interroga su temi profondi: il senso dell’esistenza, la morte, il tempo che passa. Un lavoro che ha il coraggio di rallentare per scavare.

Dopo The call of the flow, primo estratto rilasciato qualche settimana fa, Haunted conferma che Asaf Avidan ha scelto di esporsi ancora una volta. La sua voce — fragile, furiosa, dolce e crudele — è lo strumento principale con cui racconta un mondo interiore pieno di ombre, ma anche di bellezza.

Il Unfurl Tour ha già registrato diversi sold out nelle principali città europee. In Italia l’unica data sarà il 28 ottobre all’Alcatraz di Milano. Per chi lo ha visto dal vivo, sa che Asaf Avidan non si limita a cantare: si confessa, si smaschera, si consuma sul palco.

“Haunted” di Asaf Avidan

TESTO DI “HAUNTED” DI ASAF AVIDAN

Autori: Asaf Avidan
Etichetta: Telmavar Records

I know you want it
But you’re haunted
Talking to a shapeless heart it
Leaves you parted
Once you start it
Gets too hard to
Separate it from you

Now you’re falling
And you’re all in
Ain’t nobody hears you bawling
While your broken
Body’s crawling
To the river that is calling
Out to you

Pray love would find another way
Say it came here yesterday
Oh, yesterday
This time of day
And I could say

If I let go
Of this ego
I’m a seagull
I’m the wind flow
But I can’t go
I need echoes
To the confines
Of my self so
On we go

I know you want it
Really hard and
So you’re bound to
Get your heart in
To a loss of having found it
It is nothing
You found nothing
Not a void
But really nothing
Like a substance
Like a something
It is frothing like a fountain
And is tugging at your heartstring
Pulling you

And so you’re haunted
By this valve that
You evolved in
To a love on
To a river that dissolves
All your resolve and
All your self from you

Pray love would find another way
Say it came here yesterday
Oh, yesterday
This time of day
And I could say
I could say

If I let go
Of this ego
I’m a seagull
I’m the wind flow
But I can’t go
I need echoes
To the confines
Of my self so
All we are
Is just sonar
We are constructs
That can’t go far
Cause we are so confined
We signal the outside
It bounces back inside
And triggers a landslide
Of me understanding myself by
Reflections of all my projectiles
I know that you cannot relate I
Just think of love that way

Say love would come another day
Say love would find another way
Oh, yesterday
I said yesterday
I say
I say
I say

TRADUZIONE DI “HAUNTED” DI ASAF AVIDAN

So che lo vuoi
Ma sei tormentato
Parli a un cuore senza forma
Che ti lascia diviso
Una volta che inizi
Diventa troppo difficile
Separarlo da te

Ora stai cadendo
E ci sei dentro completamente
Nessuno ti sente piangere
Mentre il tuo corpo rotto
Striscia
Verso il fiume che ti chiama
Ti chiama

Prega che l’amore trovi un’altra via
Di’ che è arrivato ieri
Oh, ieri
A quest’ora del giorno
E potrei dire

Se lasciassi andare
Questo ego
Sarei un gabbiano
Sarei il flusso del vento
Ma non posso andarmene
Ho bisogno di echi
Fino ai confini
Del mio io, quindi
Andiamo avanti

So che lo vuoi
Veramente tanto
E quindi sei destinato
A metterci il cuore
In una perdita per averlo trovato
Ma non è niente
Non hai trovato niente
Non un vuoto
Ma proprio niente
Come una sostanza
Come un qualcosa
Ribolle come una fontana
E tira le corde del tuo cuore
Ti trascina

E così sei tormentato
Da questa valvola
In cui ti sei evoluto
In un amore
In un fiume che dissolve
Tutta la tua determinazione
E tutto il tuo io

Prega che l’amore trovi un’altra via
Di’ che è arrivato ieri
Oh, ieri
A quest’ora del giorno
E potrei dire
Potrei dire

Se lasciassi andare
Questo ego
Sarei un gabbiano
Sarei il flusso del vento
Ma non posso andarmene
Ho bisogno di echi
Fino ai confini
Del mio io, quindi
Tutto ciò che siamo
È solo sonar
Siamo costruzioni
Che non possono andare lontano
Perché siamo così confinati
Mandiamo segnali all’esterno
Che rimbalzano all’interno
E scatenano una frana
Di comprensione di me stesso
Attraverso il riflesso di tutti i miei proiettili
So che non puoi capirlo
Ma io penso all’amore così

Di’ che l’amore arriverà un altro giorno
Di’ che l’amore troverà un’altra via
Oh, ieri
Ho detto ieri
Dico
Dico
Dico

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