Alessandro Bono, un artista da raccontare e scoprire

La storia di Alessandro Bono mi ha affascinato sin da qualche mese fa, quando mi sono imbattuto per caso nella sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo 1994, oltre che una delle ultimissime occasioni in cui l’artista è stato visto esibirsi prima di lasciare la vita terrena. Una storia complessa, meravigliosa e ingiusta che meritava di essere raccontata, ed è così che oggi è stato pubblicato “Alessandro Bono – Il rocker gentile“, la biografia ufficiale a cura di Andrea Pedrinelli.

Un volume fortemente desiderato dalla madre dell’artista, Luisa Bono (da cui Alessandro assunse il cognome d’arte in sostituzione a un meno efficace, discograficamente parlando, Pizzamiglio), che verrà venduto esclusivamente online e negli eventi dedicati ad Alessandro. L’intero ricavato verrà devoluto all’associazione Anlaids, che assiste i malati di Aids. Sarebbe stata di certo questa la volontà del rocker gentile.

L’ultimo Sanremo di Alessandro Bono

Fu proprio questa terribile malattia a portare via prematuramente la vita al bravissimo artista, il cui burrascoso passato l’ha visto vittima del buco nero dell’eroina, da cui riuscì a trovare una via d’uscita grazie all’immenso amore della sua compagna e della bambina che avevano avuto insieme. Lui, che nel 1987 partecipò al suo primo Festival di Sanremo con “Nel mio profondo fondo“, una delle tracce più belle della sua discografia che va assolutamente recuperata, tornò quindi nel ’94 per un’ultima volta.

Con la tenacia di un vero rocker, Alessandro Bono partecipò a quel Festival con la bella “Oppure no“, dotata di un testo struggente, analizzato con il senno del poi, che lascia intendere una sorta di testamento in musica lasciato dall’artista, che solo qualche mese dopo si sarebbe spento. Quella partecipazione arrivò senza l’appoggio dei medici, che viste le sue condizioni di salute, ormai disperate, gli avevano sconsigliato di inserirsi in quel gigantesco frullatore che è la popolare kermesse.

Il richiamo della musica è però stato sempre più forte di ogni cosa. Più delle dipendenze e più della paura di morire. Alessandro (questo il suo sito ufficiale) cantò con tutto il cuore e quel filo di fiato che gli era rimasto, offrendo delle interpretazioni vocalmente non esaltanti, che vennero immediatamente stroncate da chi non conosceva tutto ciò che l’artista stava attraversando.

Alessandro Bono – Il rocker gentile” è acquistabile scrivendo alla mail luisaev@libero.it

Non soltanto “Nel mio profondo fondo” e “Oppure no“. C’è tanto da scoprire della musica e del vissuto di Alessandro Bono, come viene dettagliatamente raccontato dal critico musicale Andrea Pedrinelli, che ha scritto questo volume, imperdibile per tutti gli appassionati di musica.

La mamma di Alessandro gli aveva chiesto infatti un lavoro minuzioso ed “enciclopedico”, per lasciare di Alessandro il ricordo e la testimonianza, donando anche il volume a molte biblioteche.

Il libro presenta le grafiche di Giuseppe Spada, già collaboratore di Mina, ed è possibile trovare al suo interno la biografia e la discografia, grazie alla numerose testimonianze raccolte, da Gino Paoli a Mario Lavezzi, passando per discografici e musicisti che hanno avuto modo di incrociare il proprio percorso con quello di Alessandro. Presenti nel volume anche testi e disegni inediti lasciati dall’artista nell’archivio della madre.

È una grande fortuna per tutte le persone, come me, che non hanno avuto la possibilità di vivere ed apprezzare in vita Alessandro Bono. Ci resta un patrimonio di canzoni, ricordi, avvenimenti da scoprire e riscoprire in questa biografia, che merita di certo un posto sullo scaffale delle nostre librerie casalinghe.

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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