L’orgoglio di un passato da celebrare e la libertà di non avere più nulla da dimostrare: ecco cosa ci è piaciuto di più del concerto-evento di Alessandra Amoroso alle Terme di Caracalla
Rievocare quell’entusiasmo che le ha permesso di macinare chilometri di strada. Tra i banchi di una scuola televisiva che l’ha fatta conoscere al pubblico, una carriera che ha vissuto successi e scossoni, una violenta ondata d’odio a mezzo social che l’ha profondamente colpita, fino a una lenta risalita che la vede, oggi, tornare a posizionarsi al vertice del pop tricolore. Alessandra Amoroso ha celebrato la sua carriera, la sua vita – che presto la vedrà fronteggiare una nuova e inedita sfida, la maternità – in un concerto-evento che ha illuminato le Terme di Caracalla, a Roma.
Tanti ospiti e un excursus che ha visto la cantante – per nulla provata, almeno all’apparenza, dai sette mesi di gravidanza – ripercorrere alcuni passi fondamentali del suo percorso artistico, concentrandosi in particolar modo, in una speciale fetta dello show, che verrà prossimamente trasmesso su Canale 5, sui suoi esordi e su brani che hanno fatto innamorare della sua voce una Big Family – la sua fanbase – che nonostante i tanti anni sulle spalle continua a supportarla come il primo giorno.
Noi di 4quarti Magazine siamo stati presenti a questa speciale festa, in una “Eterna Roma”, e abbiamo deciso di passare in rassegna cinque momenti in particolare che più ci hanno fatto divertire, riflettere ed emozionare.
«IO, FUTURA MADRE, CHIEDO TUTELE E SOSTEGNO PER TUTTE»
Com’è noto, Alessandra Amoroso è in attesa della sua primogenita, Penny, che presto vedrà la luce. Sul palco delle Terme di Caracalla l’artista s’è lasciata andare a diversi messaggi a cui tiene particolarmente: dalla difesa delle donne vittime di violenza – torneremo a parlarne in questo articolo – alla richiesta di maggiori diritti per le persone della comunità LGBTQIA+. Un appello nello specifico però ci ha colpiti particolarmente, quello rivolto alle madri che troppo spesso vengono poste davanti a una scelta: il lavoro o la famiglia.
«Io sono una privilegiata – ha detto Alessandra Amoroso al pubblico romano – sono una donna fortunata. Posso continuare a svolgere il mio lavoro senza problemi né difficoltà. A tante donne però questo non è permesso. Da questo palco, da futura madre se Dio vuole, voglio usare il mio privilegio per dar voce anche alle donne che non hanno la mia fortuna e che hanno bisogno di essere sostenute. Dalle istituzioni e dalla società».
FINO A QUI, TUTTO BENE
Ma che bel pezzo è “Fino a qui“? Non c’è da meravigliarsi che Alessandra, insieme al suo team, lo scorso anno la scelse per il suo esordio in gara al Festival di Sanremo. Una ballad classica ma piena e sostanziosa, perfetta per la sua voce e dall’aura da grande interprete. Una canzone matura che sin da subito s’è fatta largo nel suo repertorio, diventando una delle tracce più amate e rappresentative della cantante. “Anche se lentamente cado giù da un grattacielo / durante il volo piano dopo piano mi ripeto / Fino a qui, tutto bene“.
Il tutto incorniciato da una scenografia minimale, luci soffuse, l’incanto delle Terme di Caracalla con tanto di proiezioni e una maxi-scritta sul palco, “Fino a qui” che è anche il nome di questa nuova tournée. Tutto bello, tutto wow.

IL DUETTO DA BRIVIDI CON FIORELLA MANNOIA
Dopo un breve monologo recitato da Giorgio Panariello sulla violenza di genere, rifacendosi a dolorosi fatti di strettissima attualità, ecco arrivare sul palco Alessandra Amoroso in compagnia di Fiorella Mannoia. Le due artiste hanno dato vita al duetto più bello, magnetico ed emozionante della serata (non ce ne vogliano Gigi D’Alessio, Serena Brancale, Big Mama e Annalisa, anche loro ospiti a Roma).
In viaggio, uno dei tanti capolavori interpretati da Mannoia, qui in uno scambio intenso e accorato con la collega pugliese. “Ho temuto questo giorno / È arrivato così in fretta / E adesso devi andare / La vita non aspetta“. Incantevole. Al termine dell’esibizione doveroso il ricordo del messaggio che porta avanti la fondazione Una, Nessuna, Centomila, di cui Fiorella è presidente, a sostegno di tutte le donne vittime di violenza, fisica e psicologica.
INNAMORATI DELL’AMORE
Nel nuovo disco di Alessandra Amoroso, Io non sarei, troviamo anche il brano che dà titolo all’intero lavoro. Una ballad in pieno stile tradizionale che porta la firma della stessa artista. Una canzone che Alessandra ha introdotto con un’evidente emozione, perché composta e dedicata al suo compagno e futuro padre della loro prima bambina. La canzone è un’intima confessione rivolta a se stessa e al proprio amato: non ho più bisogno di fingere di essere ciò che non in realtà non sono, e tutto questo lo devo a te. Gli occhi lucidi in platea si sprecano.
IL REPERTORIO INAPPELLABILE DI ALESSANDRA AMOROSO
Si può non essere fan, si può non essere nemmeno grossi estimatori. Bisogna però avere la giusta onestà intellettuale per riconoscere ad Alessandra Amoroso e al team che negli anni le è stato accanto, che in questi – tanti – anni di carriera sono stati costruiti per lei brani dalla scorza dura, resistenti al tempo e alla velocità della discografia. La scaletta di questo show è un continuo botta e risposta di successi, canzoni cantate da tanti e conosciute da tutti.
Da Stupida a Sorriso grande, dalla già citata Fino a qui all’intramontabile Immobile, dalla briosa Comunque andare – in duetto con Annalisa – al medley tutto incentrato sui primi album pubblicati. Non mancherebbe proprio nulla, se non i tormentoni estivi con i Boomdabash, di cui però non se n’è avvertita la mancanza. Un concerto serrato, gradevole dall’inizio alla fine e sostenuto da una grinta che è cifra distintiva di Alessandra Amoroso. Pancione in bella vista e tanta forza: lo show è promosso.





