La grinta, la consapevolezza, la maestria di Mary J. Blige. Il disco “Good morning gorgeous” è l’ennesima prova riuscita di un’artista instancabile

Mary J. Blige non è più una ragazzina. Le numerose esperienze, tra gioie e traumi, l’hanno plasmata e resa uno dei nomi più grossi della storia dell’R’n’B. Non è più la ventunenne dall’animo tumultuoso che si fece notare agli inizi degli anni ’90, quando generò un genere nuovo di zecca, miscelando hip hop e soul. Di acqua, nel frattempo, ne è passata sotto ai ponti, e la Mary J. Blige che s’affaccia ora con l’album “Good morning gorgeous” è rivestita di una nuova pelle, non senza cicatrici, ma pronta per ricominciare.

Per questo quattordicesimo album in carriera, che arriva a cinque anni di distanza dal precedente – e ben riuscito – progetto, “Strenght of a woman“, in cui trattava il complesso momento vissuto a causa del divorzio dallo storico manager e marito, Kendu Isaacs, Mary J. Blige s’è circondata di penne illustri e collaborazioni di spessore per la messa a punto di tredici inediti con cui l’artista, oltrepassata la soglia dei cinquant’anni d’età, vuole guardare finalmente avanti.

Tra gli artisti che hanno collaborato a “Good morning gorgeous” troviamo D’Mile, H.E.R., Luky Daye e Tiara Thomas, che hanno condiviso proprio con Mary la scrittura delle tracce. A duettare con lei ci sono invece Anderson.Paak, DJ Khaled, Fivio Foreign, Dave East – nel singolo che ne ha anticipato l’uscita, “Rent money” – e Usher. Collaborazioni che sicuramente aggiungono pepe al progetto, ma per trovare i picchi di questo disco bisogna andare a cercarli nelle tracce in cui Mary J. Blige è la sola protagonista.

Al di là delle ottime prove in “Come see about me” e “Love without the heartbreak“, il punto più luminoso del disco è rappresentato proprio dalla traccia che dà il titolo all’album, “Good morning gorgeous“, anticipato da un piccolo interludio in cui, in fase di registrazione, Mary J. Blige ne racconta la genesi: «Quando mi sono trovata a passare momenti difficili ho iniziato a svegliarmi la mattina dicendo “buongiorno bellezza”. Non importa cosa stessi facendo o attraversando. Mi guardavo allo specchio, con cose che mi passavano per la testa, riguardo le persone che mi trascinavano giù e che mi facevano sentire come se non fossi abbastanza. Ho mollato, e tutto ciò che voglio dire è “buongiorno bellezza”».

Un meraviglioso, avvolgente e suggestivo tappeto tra il soul e l’R’n’B, con quella contemporaneità che il 2022 richiede senza troppi fronzoli, accompagna quello che è senza dubbio il brano migliore dell’album. Quello dietro cui ruota l’intero progetto, e che ci restituisce una Mary J. Blige che, finalmente, dopo aver raccolto i cocci di una vita spesso andata in pezzi, sta rimettendo insieme i pezzi del proprio puzzle, riscoprendo anche l’amore dei suoi fan, che non l’hanno mai abbandonata.

Fan che l’hanno sostenuta a gran voce anche negli scorsi giorni, quando l’artista è tornata alla ribalta grazie alla partecipazione nel fantastico Halftime show del Super Bowl 2022 in cui, insieme a colleghi quali Dr. Dre, Eminem, 50 Cent, Snoop Dogg e Kendrick Lamar, ha rappresentato la storia dell’hip hop, presentata agli occhi del pubblico, nello show per eccellenza degli Stati Uniti, attraverso alcuni dei capisaldi che l’hanno reso grande in tutto il mondo.

Sull’imponente stage Mary J. Blige ha lasciato la sua anima. Tutta la sua esperienza, le sue avventure in giro per il mondo, le esperienze traumatiche – ma sicuramente formative – hanno preso vita in una manciata di minuti, dimostrando ancora come la Regina dell’hip hop/soul abbia ancora ben salda la corona sulla sua testa. La leonessa non ha ancora esaurito i suoi ruggiti.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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