Emma Nolde pubblica il 25 settembre “Siamo in tanti”, il brano nato al Primo Maggio e portato per tutta l’estate sui palchi italiani ed europei. Un inno alla partecipazione che il pubblico ha già imparato a cantare.

La cosa più singolare di “Siamo in tanti” è che, quando uscirà ufficialmente venerdì 25 settembre, sarà tutt’altro che una canzone nuova. Emma Nolde l’ha già cantata davanti a migliaia di persone. L’ha portata sul palco del Primo Maggio di Roma, l’ha fatta viaggiare per tutta l’estate, l’ha cantata per la prima volta allo Sziget Festival di Budapest e l’ha condivisa anche con Jovanotti durante uno degli appuntamenti del Jova Summer Party. Soprattutto, ha chiesto al pubblico di fare una cosa molto semplice: cantarla insieme a lei.

È un dettaglio tutt’altro che secondario. Perché “Siamo in tanti” è nata come una canzone sulla partecipazione e, prima ancora di essere pubblicata, è diventata partecipazione reale. Adesso arriva sulle piattaforme per Carosello Records. Ma la sua storia è cominciata molto prima.

“Se canto da sola, nessuno mi sente”

Emma Nolde aveva introdotto il brano proprio al Primo Maggio con uno speech che ne conteneva già l’intera idea. “Tanti giorni mi sento troppo piccola per cambiare le cose”, raccontava, spiegando di aver scritto una canzone nuova in uno di quei momenti. Poi la riflessione si faceva elementare, quasi disarmante: se si canta da soli, senza microfono, nessuno sente; se si canta insieme, anche senza amplificazione, diventa molto più difficile ignorare quelle voci.

È da qui che “Siamo in tanti” prende la propria forza. Non dalla retorica dell’inno, che spesso rischia di trasformare una canzone sulla collettività in uno slogan, ma da una considerazione molto più concreta: la voce individuale ha un limite, quella condivisa cambia la scala del problema. Il titolo stesso non lascia molto spazio all’ambiguità. “Siamo in tanti” non è soltanto una constatazione. È una risposta alla sensazione di essere piccoli, isolati, insufficienti. E il brano sembra trovare la propria ragione d’essere proprio nel passaggio dall’io al noi.

Cover EMMA NOLDE SIAMO IN TANTI
“Siamo in tanti” è il nuovo singolo di Emma Nolde

La canzone è già successa prima di essere pubblicata

C’è una particolarità nella genesi di “Siamo in tanti” che merita di essere sottolineata: Emma Nolde ha scelto di farla vivere prima ancora di consegnarla al mercato discografico. Per tutta l’estate il brano è rimasto in una sorta di stato intermedio. Era inedito, ma non sconosciuto. Non era ancora disponibile sulle piattaforme, eppure il pubblico poteva già riconoscerlo, ascoltarlo, cantarlo.

È una dinamica quasi opposta a quella abituale della musica contemporanea, dove il singolo viene spesso presentato, pubblicato e immediatamente accompagnato dalla necessità di trasformare l’ascolto in numeri. Qui è successo qualcosa di diverso: la canzone è stata prima esperienza e poi prodotto discografico, e forse non è casuale che il suo significato sia proprio questo.

Quando Emma Nolde l’ha portata allo Sziget, quando l’ha cantata insieme al pubblico nei concerti estivi o quando ha condiviso il palco con Jovanotti al Jova Summer Party, “Siamo in tanti” non aveva ancora bisogno di essere una traccia su una piattaforma digitale per esistere. Aveva già trovato il suo luogo naturale: le persone che la cantavano insieme.

Dalla partecipazione all’open call

La stessa idea è poi uscita dai concerti per entrare nei social. Emma Nolde ha lanciato un’open call rivolta a rapper e cantautori, invitandoli a riscrivere una strofa del brano. Non un semplice contest per aumentare l’attenzione intorno all’uscita, ma un tentativo di mettere in pratica ciò che la canzone racconta. Se “Siamo in tanti” parla della necessità di unire le voci, perché non lasciare che quelle voci intervengano direttamente sulla canzone?

Da qui nasce una sorta di laboratorio cantautorale aperto, con l’idea — ancora da sviluppare — di poter arrivare in futuro a una versione alternativa del brano costruita proprio attraverso questi contributi. È un passaggio interessante perché mette in discussione anche il concetto di autorialità nella musica: una canzone può avere un’autrice precisa e, allo stesso tempo, diventare uno spazio nel quale altre persone possono lasciare la propria voce. Non è detto che l’esperimento debba necessariamente funzionare in termini artistici. Ma la sua coerenza con il significato del brano è difficile da ignorare.

Emma Nolde
Emma Nolde

Il momento di Emma Nolde

La pubblicazione arriva inoltre in un momento importante per Emma Nolde. La cantautrice è la vincitrice in carica della Targa Tenco per la Miglior Canzone Singola, assegnata per “Quello che deve essere sarà”, e nel 2025 è stata indicata da Billboard come Performer of the Year. Il riconoscimento, però, non è la parte più interessante della fase che sta attraversando.

Lo è semmai la dimensione live che Emma ha costruito attorno alla propria musica. Il calendario dell’estate 2026 l’ha portata in festival e contesti molto diversi, dal Ravenna Festival con l’Orchestra La Corelli al Ferrara Sotto Le Stelle, dal Balena Festival al Sziget Festival, fino al Jova Summer Party. E ora sono già sold out entrambe le date di Milano, 29 e 30 settembre alla Santeria Toscana, appuntamenti nei quali Emma porterà anche nuova musica e ospiti. “Siamo in tanti” arriverà quindi sulle piattaforme appena prima di quei due concerti.

Una coincidenza che ha quasi il sapore di una chiusura del cerchio: la canzone nata per essere cantata insieme al pubblico viene finalmente pubblicata dopo essere stata già sperimentata proprio nel luogo nel quale sembra funzionare meglio. Non è una canzone che chiede semplicemente di essere ascoltata. Chiede di essere ripetuta.

Testo di “Siamo in tanti” di Emma Nolde

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Foto di copertina di Lorenzo Stefanini

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