Il duo dei Gin Sonic, composto da Matteo Berti e Giulio Polloniato, presenta il primo lavoro discografico, tra alt-pop, elettronica e suggestioni post-rock: un progetto collettivo che costruisce un linguaggio sonoro stratificato, tra luminosità armoniche e derive psichedeliche.
Il duo Gin Sonic si presenta ufficialmente sulla scena musicale con l’uscita del primo EP Pausa Merenda, pubblicato alle porte di questa nuova primavera, lo scorso 7 aprile. Il progetto nasce come formazione “flower-pop” e si sviluppa attraverso l’incontro tra alt-pop, elettronica e influenze post-rock, delineando un’estetica sonora che si fonda su stratificazioni armoniche e una costante tensione tra leggerezza e densità.
Il duo è composto da Matteo Berti (batteria e drum machine) e Giulio Polloniato (voce e chitarra elettrica), che condividono un processo creativo di scrittura e arrangiamento interamente collettivo. La costruzione dei brani si articola così in un linguaggio comune, dove le singole identità strumentali confluiscono in un impianto unitario, caratterizzato da sonorità luminose, armonie vocali ariose e intrecci sonori progressivamente stratificati.
Con Pausa Merenda si si presentano attraverso un lavoro d’esordio che esplora una tavolozza timbrica ampia e non immediatamente definita, in cui i colori primari risultano spesso sfumati e le componenti più brillanti emergono in alternanza a velature più scure. L’insieme costruisce un quadro complesso, nel quale le trame pastello fungono da accesso a un impianto compositivo più articolato.
L’EP si sviluppa come un percorso interno tra dimensioni oniriche e stati di sospensione, in cui convivono leggerezza, morbidezza e passaggi più oscuri, fino a derive di matrice psichedelica. Il lavoro si struttura come una narrazione sonora che attraversa immagini quotidiane e dimensioni immaginifiche, restituendo un equilibrio instabile tra immediatezza e costruzione formale.
La dimensione produttiva riveste un ruolo centrale: Berti e Polloniato operano infatti come produttori, compositori ed esecutori del progetto, mantenendo un controllo diretto sull’intero processo creativo. Ne deriva un impianto musicale coerente, in cui scrittura e produzione risultano strettamente interconnesse.




