Il 20 marzo Jungle Julia pubblica il secondo episodio del progetto discografico iniziato con “Vespro”: i nuovi inediti “Al buio” e “Il sonno” esplorano dimensioni intime e oniriche tra blues, scrittura simbolica e registrazioni in presa diretta, anticipando l’album previsto nel 2026.
Venerdì 20 marzo la cantautrice toscana Jungle Julia pubblicherà “Lode”, secondo episodio del progetto discografico che accompagnerà il percorso verso il suo album d’esordio previsto nel corso del 2026 per Island Records e Universal Music Italia. Il lavoro raccoglie due brani inediti, “Al buio” e “Il sonno”, e si colloca come naturale prosecuzione narrativa e sonora di “Vespro”, primo capitolo uscito lo scorso dicembre e composto dalle tracce “Carne” e “Demonio”.
Se “Vespro” evocava il tempo serale della preghiera e dell’ombra, “Lode” si apre simbolicamente alle prime ore del mattino. Il titolo richiama infatti la liturgia delle Lodi, la preghiera del risveglio che segna il passaggio dalla notte alla vita quotidiana. In questa prospettiva il nuovo capitolo si colloca in una dimensione sospesa, dove il buio non è ancora completamente dissolto ma diventa uno spazio fertile, un territorio intermedio in cui sogno e realtà iniziano a sfiorarsi.
Le due composizioni sono unite da una forte tensione intima e da un impianto musicale scandito da un accompagnamento terzinato che accentua la dimensione onirica delle atmosfere. Rispetto alle sonorità più cupe e marcatamente rock di “Carne” e “Demonio”, i nuovi brani introducono un registro diverso: una vocalità più blues, che mette in luce una ulteriore sfumatura della ricerca artistica della cantautrice.

“Al buio” e l’ispirazione a Henri Matisse
“Al buio” affronta il tema del sogno nella sua forma più radicale e indefinita. Il brano si muove in una dimensione priva di una narrazione lineare, dove il tempo sembra sospendersi e le coordinate della realtà perdono consistenza. Il testo procede per interrogativi aperti — “Dove vanno i ricordi quando non li penso?”, “Come vuoi che ti chiami quando non so darti un nome, un confine a parole?” — accettando l’impossibilità di dare forma definitiva alle esperienze interiori.
Il ritornello trae ispirazione dal celebre dipinto “La Danza” di Henri Matisse, immaginando due figure che danzano fino a fondersi in un’unica presenza, in un unico colore: il bianco. Un passaggio simbolico che accompagna la trasformazione dall’oscurità alla luce e segna la transizione narrativa dal capitolo “Vespro” a “Lode”.
Con “Il sonno” il racconto si sposta invece nel momento successivo: il risveglio. La dimensione concreta della quotidianità riemerge gradualmente, ma resta attraversata da una sorta di torpore residuo. Le immagini si fanno più corporee e tangibili — “alla terra ci sono attaccata con la colla” — mentre lo sguardo continua a conservare una traccia della dimensione notturna. La vita diurna, con il suo ritmo e la sua frenesia, torna a imporsi, ma il ritornello mantiene una memoria del sogno che continua a filtrare nella percezione della realtà.
Come per i precedenti brani, Jungle Julia ha scritto e composto in solitudine prima di avviare la fase di pre-produzione insieme a Daniele Fiaschi e Matteo Cantagalli, in un contesto volutamente intimo che ha permesso di delineare la prima architettura sonora delle canzoni. Le registrazioni sono poi avvenute in presa diretta con una formazione composta da Fabio Rondanini alla batteria, Daniele Fiaschi alle chitarre, Roberto Dragonetti al basso e Raffaele Scogna alle tastiere. Il percorso si è concluso con il lavoro in studio di Tommaso Colliva, che firma produzione e missaggio, mentre il mastering è stato affidato a Giovanni Versari.

Chi è Jungle Julia?
Jungle Julia, pseudonimo di Giulia Covitto, nasce in Maremma ed è la terza di sei figli. Cresce tra la campagna e la comunità del Cammino Neocatecumenale, un ambiente che contribuisce a formare il suo rapporto con la parola, la spiritualità e l’introspezione. Proprio in quel contesto inizia a suonare bongos e chitarra, approfondendo allo stesso tempo i testi sacri, elementi che influenzano una scrittura verbosa e fisica. Le origini contadine alimentano inoltre un legame costante con la dimensione terrestre e materica, riflessa nella sua attitudine musicale ruvida e diretta.
Nel 2017 si trasferisce a Roma, dove entra a Officina Pasolini, formandosi con artisti come Tosca, Giovanni Truppi, Piero Fabrizi e Pietro Cantarelli. Negli anni successivi partecipa al Reset Festival, collabora alla scrittura di un brano con Cristina Donà e ottiene il riconoscimento come Migliore Performance al Premio Bianca D’Aponte.
Nel 2024 prende parte alle selezioni di X Factor Italia, interpretando “Nuotando nell’aria” dei Marlene Kuntz e “Rid of Me” di PJ Harvey. L’esperienza non conduce all’ingresso nel programma televisivo, ma rappresenta un passaggio decisivo nel suo percorso artistico, permettendole di incontrare quello che diventerà il suo manager, Marco Sorrentino.




