A tre anni dall’ultima pubblicazione, Giorgio Quarzo Guarascio (Tutti Fenomeni) firma un album che segna una maturazione artistica e personale, tra sonorità morbide e raffinate, testi pungenti e osservazioni acute sul contemporaneo: ecco cosa ne pensiamo di “Lunedì”.

A tre anni dall’ultima pubblicazione, Tutti Fenomeni, pseudonimo di Giorgio Quarzo Guarascio, torna con Lunedì, nuovo album rilasciato lo scorso venerdì per 42 Records ed Epic Records Italy. Il disco rappresenta un punto di svolta nella carriera dell’artista romano, consolidando un percorso iniziato con Merce Funebre e proseguito con Privilegio Raro, e confermando la sua capacità di coniugare osservazioni acute sul contemporaneo con un linguaggio musicale personale e immediatamente riconoscibile.

Prodotto da Giorgio Poi, che ha suonato e registrato il disco, Lunedì sviluppa un sound più morbido, arioso e luminoso rispetto ai lavori precedenti. La produzione favorisce una transizione dalla scrittura rap originaria verso paesaggi più vicini alla forma canzone, con aperture orchestrali rarefatte e momenti cinematografici, senza mai rinnegare le radici della sperimentazione sonora. La collaborazione tra Tutti Fenomeni e Giorgio Poi è sicuramente uno degli aspetti più sorprendenti di quest’opera, che ha dalla sua la dote di conciliare mondi apparentemente distanti eppure complementari, creando qualcosa di potente e riconoscibile.

Lunedì inoltre – se vogliamo soffermarci sui testi – ci conferma la naturale attitudine di Tutti Fenomeni ad analizzare il contemporaneo sviscerandone gli aspetti con ironia e lucidità. Il disco attraversa tematiche che spaziano dal sesso alla religione, dalla riflessione sociale e generazionale a considerazioni esistenziali, intrecciando punchline brillanti e citazioni che oscillano tra cultura alta e popolare, da Mozart a Elon Musk, da Berlusconi a D’Annunzio. Le dieci tracce dell’album mettono a nudo contraddizioni e storture del mondo contemporaneo con un linguaggio spiazzante e mai scontato, alternando momenti di cinismo mordace a aperture di vulnerabilità e dolcezza.

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L’apertura del disco, La ragazza di Vittorio, riconduce a un Tutti Fenomeni più vicino ai lavori precedenti, con un testo esplicito e pungente che denuncia la spettacolarizzazione del sesso digitale, lasciando trasparire però un barlume di speranza. Brani come Col tuo nome e Mao approfondiscono il racconto di emozioni e relazioni, mentre Morire vista mare, Piazzale degli Eroi e La felicità del cane alternano ironia, disincanto e osservazioni sociali attraverso linguaggi inaspettati, tra voce infantile e giochi grotteschi.

Vanagloria, Formentera e 29 febbraio esplorano ulteriormente la dimensione sonora, con suggestioni armoniche ed eteree, beat incisivi e incursioni di sax. L’album si chiude con Love is not enough, morbida e orchestrale, in cui la coralità e i cori contribuiscono a un senso di completamento narrativo.

Un elemento rilevante di Lunedì è l’evoluzione del tono emotivo rispetto agli album precedenti: l’ironia caustica di Tutti Fenomeni si arricchisce di una profondità nuova, aperta alla rappresentazione di emozioni autentiche e al racconto della vita quotidiana, della nostalgia per il tempo che passa e di una sessualità complessa, fisica e sublimata, continuamente mediata dalla società contemporanea.

Un lavoro che celebra la vita, la memoria, l’amore e la resilienza artistica, di cui importante è sottolineare il contributo di musicisti e collaboratori come Francesco Consaga al sassofono, Sonia Cellitti ai cori e Noè Guarascio alla voce in La felicità del cane, oltre al mixaggio e mastering di Andrea Suriani. Ad accompagnare la release, poi, sono due appuntamenti live organizzati da Dna Concerti: il 9 aprile all’Atlantico di Roma e il 22 maggio al Mi Ami Festival di Milano.

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