Mauro Ermanno Giovanardi torna con “Veloce“, in uscita per Woodworm: una riflessione musicale sulla pressione invisibile del tempo moderno, tra scrittura affilata, tensione narrativa e una dimensione sonora che osserva senza giudizio.

Con Veloce, in pubblicazione oggi per Woodworm, Mauro Ermanno Giovanardi propone un nuovo capitolo della sua ricerca artistica, costruendo un brano che interroga la condizione contemporanea attraverso una scrittura misurata e un impianto sonoro di essenzialità vigile. L’artista concentra lo sguardo su quella corsa incessante che scandisce la quotidianità: un’accelerazione costante che non offre spiegazioni, né indica una direzione, ma impone un ritmo che si sovrappone al pensiero e lo oltrepassa.

La canzone si sviluppa come un respiro trattenuto, un equilibrio instabile fra l’urgenza di rallentare e la sollecitazione a procedere oltre il limite. Giovanardi osserva l’essere umano alle prese con una tensione doppia: da un lato il desiderio di quiete, dall’altro la pressione di un tempo che corre indipendentemente dalla volontà individuale, quasi fosse un algoritmo autonomo. In questo scenario prende forma l’interrogativo che attraversa il brano: che cosa rimane dell’essenza umana quando la velocità assume il ruolo di norma implicita?

La poetica di Mauro Ermanno Giovanardi, fedele alla sua consueta inclinazione per le microfratture della quotidianità, si concentra sulle zone liminali dell’esperienza: dettagli che sfuggono, omissioni involontarie, ansie che scorrono sotto la superficie e segnano la distanza fra ciò che si vive e ciò che si desidera. Veloce si colloca così in un territorio in cui la critica sociale e la sensibilità lirica convivono senza sovrapporsi, creando una narrazione urbana che illumina il paradosso del presente.

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Mauro Ermanno Giovanardi

La corsa assume i tratti di una postura collettiva: confondere l’urgenza con il senso, il movimento con la libertà, mentre il futuro si configura come un luogo affollato di aspettative non sempre riconosciute.

Sul piano musicale, il brano unisce la pulsazione della scrittura contemporanea a una tessitura testuale che predilige linee nitide e riflessive. Il risultato è un racconto sonoro del cortocircuito fra interiorità e performance, fra bisogno di tregua e richiesta di efficienza. L’essere umano appare così nel tentativo di superare persino le macchine, un gesto ingenuo e inevitabile che restituisce lo smarrimento dominante della nostra epoca.

Firmato da Michele Bitossi, G. Pastorino, Mauro Ermanno Giovanardi e Kaballà, Veloce riafferma la centralità dell’autore nel panorama cantautorale italiano, confermandone la capacità di tradurre il presente in una narrazione credibile e coinvolgente, senza cedere all’enfasi e mantenendo un rigore formale che caratterizza da sempre il suo percorso.

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