Il nuovo singolo di Mara Sattei, nato da una scrittura originaria di Madame e modellato da un lavoro di produzione firmato da Bias, Dona ed Enrico Brun, inaugura un ulteriore capitolo dell’evoluzione della cantautrice, sulla scia di un nuovo percorso discografico.
Con sopra di me, pubblicato oggi in radio e sulle piattaforme digitali per Epic Records Italy/Sony Music Italy, Mara Sattei prosegue la traiettoria delineata con giorni tristi, segnando un ulteriore passo in avanti. Il brano ha origine da una prima scrittura di Madame, che qui offre un terreno narrativo denso e riconoscibile, trasformato da Mara Sattei in un luogo creativo da abitare con misura e consapevolezza.
Per un’artista che firma quasi sempre in prima persona i propri testi, l’atto di accogliere una canzone nata altrove assume un valore specifico, legato al riconoscimento di un immaginario già definito e alla volontà di incorporarlo senza snaturarlo.
Nel racconto dell’artista, l’incontro con il brano è stato immediato, ma richiedeva un tempo di ascolto e di lettura per poterne rispettare l’identità originaria. La scelta di mantenere molte delle parti firmate da Madame risponde all’intenzione di preservarne l’impianto semantico, intervenendo solo laddove necessario per aprire uno spazio nuovo: da qui nasce lo special conclusivo, scritto da Mara Sattei, che introduce un momento di chiarificazione emotiva e rappresenta l’innesto personale all’interno della struttura.
La produzione di Bias, Dona ed Enrico Brun conferisce al brano un impianto solido e coerente. La composizione si muove come un respiro che si dilata progressivamente: un’apertura sospesa, un nucleo in espansione, un’evoluzione che accompagna il processo di accettazione del vuoto come possibilità e non come minaccia. Il tema della solitudine attraversa l’intero pezzo senza risultare gravoso, ma come condizione necessaria per ritrovare un punto di chiarezza interiore.
Il singolo si colloca idealmente dopo giorni tristi, pubblicato a settembre, che aveva introdotto una riflessione sul rapporto con il dolore e sulla sua funzione trasformativa. In entrambi i casi emerge una poetica che considera la fragilità come motore del cambiamento, e l’atto del lasciarsi andare come condizione preliminare per accedere a una dimensione nuova, artistica e personale.
Testo di “sopra di me” di Mara Sattei
Autori: Sara Mattei (Mara Sattei), Francesca Calearo (Madame)
Etichetta: Sony
Io non so come fare a vivere
Stare immobile, stare in bilico
Io non riesco a restare da sola
E detesto ogni forma di noia
Io non so quanto posso ridere
Quanto piangere o quanto ambire
Un salto nel vuoto
Se non ti ho di fronte
Tu per me sei la strada più sicura
Una luce senza tunnel
La certezza che so non mi si rompe
Ma tu sei il mio limite a restare
Trovo un modo per non dire
Che starei con te ma ho scelto
Che è meglio se
Parto anche se ho paura
Ma stavolta da sola
E non peso più sopra di te
Sopra di te, sopra di te
Sento l’acqua alla gola
Ma so che il mare è vuoto
Alzo gli occhi ed è sopra di me
Sopra di me, sopra di me
Fai di te
Fai di te quello che vuoi
Non basta che sia reale
Un posto che amo e possa tornare
Io farò di me
Farò di me una città
Sarò il tuo porto sul mare
E potrai tornare
Quando ti pare
Il panico e le pare, paura disperata
Lasciami provare
Anche se questa casa non ha ancora pareti
Ho le mani gelate
Imparerò a camminare
A costruire da zero
Un mondo che abbia il mio nome
Per non tornare mai più
Tu sei il mio limite a restare
Trovo un modo per non dire
Che starei con te
Ma ho scelto che è meglio se
Parto anche se ho paura
Ma stavolta da sola
E non peso più sopra di te
Sopra di te, sopra di te
Sento l’acqua alla gola
Ma so che il mare è vuoto
Alzo gli occhi ed è sopra di me
Sopra di me, sopra di me
Fai di te
Fai di te quello che vuoi
Non basta che sia reale
Un posto che amo e possa tornare
Io farò di me
Farò di me una città
Sarò il tuo porto sul mare
E potrai tornare
Quando ti pare
Mentre resto in equilibrio mi alzo
Su un tappeto di perle
E i miei riflessi lì
Attraverso tra le stelle i diamanti
Poi ti abbraccio per sempre
Ma sento che
Parto anche se ho paura
Ma stavolta da sola
E non peso più sopra di te
Sopra di te, sopra di te
Sento l’acqua alla gola
Ma so che il mare è vuoto
Alzo gli occhi ed è sopra di me
Sopra di me, sopra di me
Fai di te
Fai di te quello che vuoi
Non basta che sia reale
Un posto che amo e possa tornare
Io farò di me (Io farò di me)
Farò di me una città
Sarò il tuo porto sul mare
E potrai tornare
Quando ti pare (Quando ti pare)




