Dopo l’uscita dell’album “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”, Faccianuvola torna in radio con uno dei brani più intimi del disco, un viaggio sonoro sospeso tra introspezione e sperimentazione elettronica.
Con “Un’ora come prima”, disponibile in radio da venerdì 7 novembre, faccianuvola aggiunge un nuovo tassello al percorso artistico che ha preso forma con “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”, pubblicato lo scorso maggio. Il brano, tra i più delicati e introspettivi dell’album, si inserisce come momento di sospensione e respiro all’interno di un progetto che ha consolidato la sua identità autoriale e sonora, capace di fondere la tradizione del cantautorato italiano con una ricerca elettronica raffinata e contemporanea.
In questa composizione, l’artista rallenta il ritmo e costruisce un microcosmo di ricordi e sensazioni, restituendo una dimensione intima e malinconica. “Un’ora come prima” si sviluppa come un esercizio di memoria affettuosa: non una celebrazione del passato, ma un atto di cura verso ciò che rischia di dissolversi nel tempo. La melodia morbida, i toni vellutati della produzione elettronica e una coda strumentale luminosa creano un’atmosfera sospesa, in bilico tra dolcezza e nostalgia, lasciando emergere un senso di leggerezza che accompagna l’ascoltatore fino alla fine.
L’intero album, “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”, rappresenta la summa di questa tensione emotiva. In esso, faccianuvola esplora la soglia fragile tra adolescenza e maturità, restituendo un racconto sonoro denso di contrasti. Elettronica sperimentale e melodie immediate convivono in un equilibrio sottile, delineando un linguaggio personale che si muove tra introspezione e impulso vitale. Tra i brani che hanno anticipato il progetto figurano “Portami a ballare in primavera”, “Disperata gioventù” e “Fulmine a ciel sereno”, pubblicato a gennaio 2025, tappe che hanno contribuito a definire il perimetro estetico e concettuale del lavoro.
Il percorso discografico di faccianuvola si inserisce in una traiettoria coerente e in continua evoluzione. Già con “Le stelle il sole; l’arcobaleno))”* (aprile 2024), l’artista aveva mostrato una spiccata attitudine alla narrazione in musica, mescolando elementi reali e fantastici in una dimensione sospesa tra sogno e realtà. In “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”, questa poetica trova pieno compimento in un linguaggio sonoro maturo, che riflette una sensibilità nuova ma radicata nella tradizione del pop d’autore italiano.
Parallelamente, la dimensione live si conferma parte integrante dell’identità di faccianuvola. Dopo le prime esibizioni al Perestrojka Festival, alla Notte dei CBCR promossa da Rockit e al MI AMI Festival, il 2025 ha segnato un salto di qualità con oltre trenta date estive in tutta Italia. Ogni performance diventa occasione per ricreare, in tempo reale, l’universo emotivo delle sue canzoni, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e autentica.
Dietro il nome d’arte faccianuvola si cela Alessandro Feruda, classe 2002, musicista, autore e produttore milanese. Dopo un percorso di studi classici al pianoforte e un periodo di formazione in ambito accademico, trova nella sperimentazione elettronica la propria cifra distintiva. Dal debutto su SoundCloud nel 2022 sotto lo pseudonimo afaceinacloud fino alla firma con Columbia Records/Sony Music Italy, la sua crescita artistica è stata costante, segnata da una scrittura riconoscibile, sensibile e coerente con le nuove direzioni del pop contemporaneo.
Testo di “Un’ora come prima” di Faccianuvola
Autori: Alessandro Feruda
Etichetta: Sony
Parlerò di te come dei vestiti che mettevo per dormire
Come una storia che non voglio raccontare
Un uccellino sul sentiero mi sussurra
Non è vero che non tornerai da me
Non mi lasci neanche il tempo di un respiro e giù in città
E mi ricorderò di noi come due bambini che giocavano alle corse
A nascondino nelle vigne o sotto a un ponte
In un bel giorno ti ho cercata fino al fosso, per i campi
Nella piazza del paese, dietro le montagne blu
Eri tornata a casa tra le lacrime pensando che non ti cercassi più
Vorrei un’ora come prima
Degli occhi da bambina
Vorrei la luna piena e delle mani con cui toccarla ancora
Tienimi lontano da lei
U-un’ora come prima
La faccia nella brina
Il vento del mattino mi sveglia nei sogni in cui non ci sei
Dove sei?
E noi come due vecchiette che giocavano alle carte
Ringraziavamo il cielo per l’asse di quadri
Ci prenderemo per la mano e torneremo piano piano
Con l’autunno tramontato
Non ricordi il giorno in cui gridammo alla felicità
Vorrei un’ora come prima
Degli occhi da bambina
Vorrei la luna piena e delle mani con cui toccarla ancora
Tienimi lontano da lei
U-un’ora come prima
La faccia nella brina
Il vento del mattino mi sveglia nei sogni in cui non ci sei
Dove sei?




