Il singolo “Occhiaie” anticipa il gran finale del “Notti Brave Amarcord Tour” e prosegue il percorso musicale di Carl Brave verso nuove sonorità elettroniche e atmosfere rarefatte.
Carl Brave lancia ufficialmente il suo nuovo singolo Occhiaie (Warner Music Italy), disponibile ovunque a partire da venerdì 24 ottobre. Il brano, già presentato in anteprima durante le prime tappe del “Notti Brave Amarcord Tour”, è un racconto diretto e sincero delle vite ai margini, delle persone spesso invisibili agli occhi della società. Con Occhiaie, l’artista romano restituisce loro voce e spazio, con un equilibrio tra malinconia e leggerezza.
«È un brano che parla di strada, di persone che ai nostri occhi spesso sono invisibili, perché forse c’è bisogno di raccontare un po’ la loro storia», aveva dichiarato l’artista sul palco, sottolineando l’intento narrativo del pezzo. La canzone diventa così un’esplorazione dell’umanità nascosta, una riflessione sulle fragilità e la resistenza quotidiana, con un linguaggio musicale capace di trasmettere intimità e immediatezza.
Parallelamente, il “Notti Brave Amarcord Tour” continua a toccare i principali club italiani, concludendosi il 27 novembre 2025 con la prima data al Palazzo dello Sport di Roma. Il tour permette di ascoltare dal vivo il nuovo album Notti Brave Amarcord. Il disco rappresenta una ricerca musicale approfondita, con contaminazioni elettroniche, beat non convenzionali e atmosfere più cupe o rarefatte.
Il “Notti Brave Amarcord Tour” toccherà diverse città italiane, consentendo al pubblico di vivere un’esperienza diretta del repertorio di Carl Brave, tra brani storici e nuove composizioni, in un dialogo tra passato e presente che definisce la poetica urbana dell’artista romano.
Testo di “Occhiaie” di Carl Brave
Autori: Carlo Luigi Coraggio (Carl Brave)
Etichetta: Warner
Notte fonda, notte scura
Nelle occhiaie della luna
Occhiaie, occhiaie, occhiaie
Mi siedo là, cammino storto
Come un clochard a via del Corso
Tra le vetrine e la gente che passa
E non lo guarda mai
Questa città sembra un igloo
Ripasso di là, non ci sta più
L’hanno visto ballare con un manichino
Di Dolce&Gabbana in fondo alla strada
Facce segnate dal freddo
Da tristezze passate
Imprigionate da un mondo
Come coperto di grate
Di quel sorriso vuoto ormai è rimasta un’ombra
E muore piano piano col sole che affonda
Che tristezza la risata di un barbone
Che dorme su un cartone
Canta un ritornello
Sbrocca ad un pischello
Beve Tavernello
Stona una canzone
Che mi sembrava parlasse di me
Parlasse male di me
Notte fonda, notte scura
Nelle occhiaie della luna
Occhiaie, occhiaie, occhiaie
Mo ci sta un altro
Sotto a quel ponte
Davanti a un fuoco acceso col fiume che scorre
Un cane bianco gli invecchia accanto
Per fargli caldo lo accarezza con un guanto
Certa gente trasparente per altra gente
Poi si spegne sotto il naso continuamente
Stanno in mezzo, ma non li noti come comparse
Anime al vento, aquiloni sopra un incendio
Che li buca come una lama
Li fa cascare giù di botto
In mezzo alla strada e quando piove
E il fiume si alza, cambiare casa
Cercare un posto per ‘sta nottata
Che tristezza la risata di un barbone
Che dorme su un cartone
Canta un ritornello
Sbrocca ad un pischello
Beve Tavernello
Stona una canzone
Che mi sembrava parlasse di me
Parlasse male di me
Notte fonda, notte scura
Nelle occhiaie della luna
Occhiaie, occhiaie, occhiaie
Affogo di gin, rimani così
Mi dici “Dai, sì” ma è il solito film
Che chi ha toccato il fondo può solo sali’




