Tra italiano, inglese e arabo, la cantautrice romana, ma di origini palestinesi, Laila Al Habash esplora il rapporto con il tempo e l’identità nel suo secondo disco in uscita il 24 ottobre.
Con Sahbi, in radio da venerdì 10 ottobre, Laila Al Habash apre l’ultima finestra di anticipazione su Tempo, il nuovo album in uscita il 24 ottobre per Undamento / M.A.S.T. / Believe, già disponibile in pre-save e in preordine in formato vinile. Il brano, scritto dalla stessa artista e prodotto da Golden Years, si inserisce all’interno di un progetto che intreccia lingue, culture e sonorità in una narrazione intima e meticcia, sospesa tra elettronica, pop e contaminazioni mediterranee.
Pensato per essere suonato dal vivo, Tempo nasce — come racconta la stessa Laila — “da un sogno” e si sviluppa come una riflessione personale sul rapporto d’amore e odio con il tempo: una costante tensione tra urgenza e attesa, tra l’anticipare e il mancare, alla ricerca di un equilibrio interiore che sfugge e si rinnova.
Nel singolo Sahbi, la dimensione del tempo lascia spazio a quella dell’ironia e della leggerezza, senza rinunciare alla complessità dello sguardo autoriale di Laila. «È probabilmente la canzone più divertente che abbia scritto per questo disco», racconta l’artista. «Ho impiegato anni a trovare la chiave giusta per il ritornello, finché non è arrivato in inglese: era la soluzione perfetta. Racconta una scena che mi capita spesso — voglio solo ballare e divertirmi con le mie amiche, e arriva qualcuno che insiste per parlare. Sahbi in arabo significa “amico”: mi divertiva giocare sul fatto di sembrare straniera ma non araba, e rispondere in arabo “non parlo italiano” per liberarmi dagli scocciatori».
Il risultato è un pop ibrido e sofisticato, che riflette la pluralità identitaria dell’artista: una scrittura multilingue che alterna italiano, inglese e arabo, linguaggi che convivono senza forzature, restituendo la naturale fluidità di un’esperienza artistica e personale radicata tra Roma e il mondo.
L’album Tempo — secondo nella discografia di Laila Al Habash dopo Mystic Motel (2021) e Long Story Short (2024) — include dodici brani, tra cui Fumantina, Tuareg e Sahbi. Quest’ultima era già stata presentata in anteprima durante lo showcase NPR World Café, uno dei format radiofonici indipendenti più prestigiosi del panorama internazionale, a conferma del respiro globale del progetto.
Nata a Roma da padre palestinese, Laila Al Habash ha sempre coltivato una visione musicale aperta, fondata sul dialogo tra linguaggi e tradizioni. Dopo aver esordito con l’EP Moquette (2021), l’artista si è distinta per una scrittura che coniuga introspezione e ironia, collaborando con Coez, Stabber, Studio Murena e Maria Antonietta. La sua carriera si è consolidata anche attraverso esperienze dal vivo di rilievo: ha aperto i concerti dei Coldplay allo Stadio Maradona di Napoli e di Lana Del Rey al Lido di Camaiore, e si è esibita in tour in Brasile, Germania, Emirati Arabi e Marocco.
Riconosciuta tra le nuove voci più originali del panorama italiano contemporaneo, Laila Al Habash è stata scelta da Spotify Radar Italia e Amazon Breakthrough Italia, ed è stata ambassador della campagna EQUAL di Spotify, con un billboard a lei dedicato a Times Square, New York.
Testo di “Sahbi” di Laila Al Habash
Autori: Laila Al Habash, Pietro Paroletti
Etichetta: Undamento
Vedo mille luci e sono io la corrente, la corrente
Gambe chilometriche mi sento un serpente, un serpente
Mi lascio andare e non so neanche se è così che si fa
Qui fa caldo e guardo le tette della tipa al bar
Vibrano i muri e il soffitto sale su, sale su
Io sento il tempo che sprofonda e cado giù, cado giù
Don’t carry me home, oh Don’t carry me home, oh
I feel alive, I feel love, I feel fine
Qui c’è uno che mi fissa, fossi capace farei una rissa
Poi mi chiede come mi chiamo, dico “non parlo italiano”
La atakalam Italy, Sahbi vattene fuori
C’è il basso che mi spacca il cuore, io voglio stare qui
Vibrano i muri e il soffitto sale su, sale su
Io sento il tempo che sprofonda e cado giù, cado giù
Don’t carry me home, oh Don’t carry me home, oh
I feel alive, I feel love, I feel fine
I feel alive, I feel love, I feel fine
I feel alive, I feel love, I feel fine




