Una metafora condominiale per raccontare il conflitto Israele‑Palestina: ecco i Narratore Urbano. Musica politica, produzione italiana e un tour che porta il brano nelle periferie del paese.

Da martedì 7 ottobre 2025 è disponibile su tutte le piattaforme digitali Il mio coinquilino vuole uccidermi, il nuovo singolo del progetto collettivo Narratore Urbano. Il brano anticipa il prossimo lavoro discografico della formazione e si presenta come un pezzo esplicitamente politicamente orientato: tramite la metafora di una conflittuale convivenza condominiale, il gruppo intende affrontare la guerra e l’escalation di violenze nella Striscia di Gaza, collocando la pubblicazione nella ricorrenza mediatica del 7 ottobre.

Narratore Urbano — collettivo nato nel 2022 composto da Alekos Zonca (voce e testi), Luca Abbrancati (basso) e Giorgia Capatti (batteria) — dichiara che la musica per il progetto non è mera intrattenimento ma uno strumento di formazione delle coscienze:

Con “Il mio coinquilino vuole uccidermi” vogliamo raccontare il conflitto tra Israele e Palestina e l’escalation di violenze… riteniamo necessario trattare questi argomenti perché la musica debba avere un ruolo politico fondamentale

Il pezzo è stato prodotto a Milano in collaborazione con Davide “Divi” Autelitano (I Ministri) nella primavera del 2025; le operazioni di registrazione hanno visto il contributo di Pietro e Vittorio Brero (I Boschi Bruciano) al mixaggio, mentre il master è a cura di Marco Schietroma (Mark Twayne). Dal punto di vista sonoro il progetto si inscrive in una tradizione DIY che unisce sonorità rock e post‑punk con un’impronta diretta, votata alla narrazione civile e all’immediatezza del messaggio.

Il testo del brano dei Narratore Urbano adotta la struttura di una cronaca condominiale che si fa allegoria storica: la narrazione mette in scena soprusi, repressione, omertà del vicinato e violenze quotidiane, costruendo un discorso volutamente provocatorio e di denuncia. Narratore Urbano ha scelto la data di pubblicazione come atto intenzionale di memoria e richiamo mediatico, allineando il piano artistico con una presa di posizione politica netta.

Narratore Urbano Live 2025
La band Narratore Urbano dal vivo

Il singolo sarà presentato dal vivo dai Narratore Urbano in tre occasioni: il 2 ottobre all’Anti‑Tech Week presso l’Associazione Culturale Comala di Torino, il 3 ottobre all’Arci TOM di Mantova e l’11 ottobre allo Spazio 13 di Bari. Inoltre, il brano si inserisce all’interno del Realpolitik Condominiale Tour, che dal 20 settembre attraversa numerose realtà dell’Italia off‑stage e dei centri sociali, con tappe già programmate in città quali Piacenza, Mantova, Milano, Genova, Bari, Torino e Roma (calendario in aggiornamento).

Narratore Urbano si distingue per l’adesione ai valori del DIY e per la volontà di riportare nelle canzoni tematiche politiche e sociali; il collettivo lavora con linguaggio diretto e scene d’impatto per stimolare discussione e presa di posizione pubblica. La scelta di utilizzare una metafora domestica per parlare di un conflitto internazionale è coerente con il metodo del progetto: portare il globale nel quotidiano, trasformando la frattura geopolitica in narrazione immediatamente comprensibile e riconoscibile.

Testo di “Il mio coinquilino vuole uccidermi” dei Narratore Urbano

Il mio coinquilino vuole uccidermi
fare a pezzi la mia identità
distruggere la storia e il mio passato mentre gli altri del palazzo
guardano in silenzio ed omertà

Ho comprato un appartamento
al primo piano di un bel palazzo
Tutto ciò che era necessario
Senza pretendere troppo spazio
Giusto una stanza per me e mia moglie
E una in comune per i miei figli
Arredata con tanta cura
in modo da starsene un po’ tranquilli
Ma una mattina di qualche anno fa

Ci fu una riunione di condominio
Una famiglia del sesto piano
asfissiata dal postino
Solo un tale con il suo cane
sopravvisse allo sterminio
L’amministratore guardandomi disse che sarebbe diventato il mio coinquilino
E a nulla, servì protestare
ribadire che in casa non avevo spazio
Perché il tipo si era fatto amico
anche il più ricco del palazzo
E fu così che si prese il bagno, le stanze, il soggiorno e pure il terrazzo
Lui la chiama ripartizione, ma si è trattato di un vero sfratto

Il mio coinquilino vuole uccidermi
fare a pezzi la mia identità
distruggere la storia e il mio passato mentre gli altri del palazzo
guardano in silenzio ed omertà

Da quel giorno viviamo in cantina
le chiavi di casa legate al collo
Perché sia evidente a tutta la scala
Che sono vittima di un grave torto
Pure da stretti ci siamo adattati
a condurre una vita da carcerati
Mentre i vicini di casa giocano
A tombola coi carri armati
Ma il coinquilino non era contento
voleva avere anche la cantina

Così ha iniziato a toglierci l’acqua
Avvelenandola con la benzina
Nessuno ci ha mai difeso
zero stupore ne meraviglia
Neanche di fronte alle prove del fatto
Che aveva provato a stuprare mia figlia
Poi una sera lasciò quel mastino
davanti alla porta dello scantinato
Ogni qualvolta che prendevo sonno
lui mi svegliava con un latrato
Così una mattina di inizio ottobre
dopo sei giorni senza dormire
Ho piantato un coltello nel collo del cane lasciandolo in terra a marcire

Da ste parti migliaia di morti
valgono meno di un animale
Il coinquilino passa per vittima
alla riunione condominiale
E così armato da tutta la scala
ha dato fuoco alla mia cantina
Un mucchio d’ossa carbonizzate
ciò che rimane della mia bambina
Il mio coinquilino vuole uccidermi
fare a pezzi la mia identità
distruggere la storia e il mio passato mentre gli altri del palazzo
guardano in silenzio ed omertà

Il mio coinquilino vuole uccidermi
fare a pezzi la mia identità
distruggere la storia e il mio passato mentre gli altri del palazzo
guardano in silenzio ed omertà

E per legittima difesa
il mio benamato coinquilino
Ha caricato un colpo in canna
e ha preso casa del mio vicino

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Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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