Tropico chiude le sue due serate al “BOP – Beats of Pompeii 2026” con uno show davanti al suo pubblico: in scaletta anche “Demolirsi al bar”, “Bambolina voodoo”, “Morricone” e “Quasi blu”, eseguita per la prima volta dal vivo.
Tropico ha chiuso le sue due serate all’Anfiteatro di Pompei con un concerto costruito sul rapporto diretto tra canzoni, voce e pubblico. Nel suggestivo scenario degli scavi archeologici, il cantautore napoletano ha portato in scena uno spettacolo articolato, con una scaletta che ha attraversato il repertorio più recente e alcuni dei brani della sua produzione che negli ultimi anni hanno contribuito a definire il percorso artistico di uno degli autori più prolifici della canzone italiana moderna.
Il concerto era inserito all’interno del programma del BOP – Beats of Pompeii, la rassegna che sta animando l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei con una programmazione trasversale e internazionale. Dopo le due serate affidate a Tropico, il festival proseguirà con appuntamenti che includono Riccardo Muti, Marcus Miller, Charlie Puth e altri artisti.

Tropico live a Pompei: il racconto del concerto
Per Tropico, però, la tappa di Pompei ha rappresentato anche un passaggio particolare all’interno della sua esperienza dal vivo. È stata infatti la prima volta in cui l’artista si è esibito in un concerto davanti a un pubblico che l’ha accolto in una cornice di così particolare prestigio e con una dimensione inevitabilmente diversa rispetto a quella dei concerti più tradizionali. Una distanza, tra palco e platea, che si è progressivamente ridotta nel corso della serata: sulle canzoni più conosciute il pubblico ha abbandonato i posti a sedere, trasformando l’anfiteatro in uno spazio di partecipazione più fisica e collettiva.
Tra i momenti più intensi della serata c’è stato “Anema e notte”, eseguita nella sua essenzialità, con la sola voce accompagnata dalla chitarra classica. Una scelta sottolineata dallo stesso Tropico, che ha ringraziato il pubblico per aver accolto e sostenuto un momento di particolare esposizione emotiva. L’artista è apparso visibilmente coinvolto anche durante “Morricone”, altro brano capace di creare una forte partecipazione nell’Anfiteatro.
Nel corso del concerto ha trovato spazio anche “Demolirsi al bar”, canzone dell’ultimo album che Tropico aveva escluso nel tour precedente, alla fine del 2025. Presentandola, il cantautore ha raccontato il particolare legame con il brano, indicandolo tra le sue canzoni preferite dell’ultimo disco. La serata ha inoltre segnato il debutto dal vivo di “Quasi blu”, eseguita per la prima volta davanti al pubblico. Il brano ha chiuso il concerto, aggiungendo un elemento di novità a uno spettacolo che ha alternato il repertorio più recente a canzoni ormai riconoscibili all’interno della produzione di Tropico.

Niente ospiti, solo Tropico e il suo pubblico
Durante il concerto non ci sono stati ospiti. Una scelta che distingue questa tappa da altre precedenti esibizioni dell’artista, specialmente nelle tappe campane, nelle quali Tropico aveva spesso condiviso il palco con altri musicisti e artisti. Il centro dello spettacolo è rimasto quindi il rapporto tra il cantautore, la sua band e il repertorio.
Prima dei ringraziamenti finali alla band, non è mancato anche un momento più ironico, con una battuta sul modo di concepire la musica dal vivo: Tropico ha rivendicato il proprio approccio allo spettacolo, sottolineando di preferire un concerto costruito sulle canzoni e sulla performance musicale, senza ricorrere a balletti o pupazzi. Una frecciata scherzosa, ma anche un’indicazione abbastanza chiara della direzione estetica del suo live.

La scaletta del concerto
La scaletta ha attraversato diversi momenti della produzione dell’artista: dall’apertura con “Dint o scuro” fino a “Soli e disperati nel mare meraviglioso”, “Piccolo buio” ed “E cose ca fanno sunnà”. Sono poi arrivate “Demolirsi al bar”, “Chiamami quando la magia finisce”, “Piazza Garibaldi”, “Geniale” e “Si nun me vuò bene cchiù”.
La parte centrale del concerto ha incluso “Anema e notte”, “Ubriachi di vita”, “Egotrip”, “Perché mi sono innamorato di te”, “Gangsta Story” e “Morricone”, prima di proseguire con “Che mme lassat’ a fa”, “Carlito’s way”, “Bambina” e “Bambolina voodoo”.
Proprio parlando di “Bambolina voodoo”, Tropico ha ricordato anche l’influenza dei Pink Floyd e il modo di scrivere i testi della band britannica, indicando quel tipo di approccio come uno degli elementi a cui si è ispirato nella scrittura del brano.
Nel finale, il pubblico ha ritrovato alcuni dei titoli più conosciuti del repertorio, tra “Non esiste amore a Napoli” e “Sabato sera”. Dopo questa prima parte, il concerto è proseguito con “Nuda sexy noia”, “Gotha” e, appunto, “Quasi blu”, scelta come ultimo brano e presentata come una prima assoluta dal vivo.
«Sono emozionato e onorato di suonare in una cornice così prestigiosa», ha detto Tropico riferendosi all’Anfiteatro di Pompei, luogo che ha aggiunto alla serata un elemento scenografico e storico difficilmente separabile dall’esperienza del concerto. Il live ha così chiuso i due appuntamenti dell’artista al BOP – Beats of Pompeii, lasciando al festival il compito di proseguire il proprio programma tra musica classica, jazz e pop internazionale.




