Parte da casa, da Roma, il “Rottincuore Live” di Romina Falconi. Un excursus attraverso i tre dischi della cantautrice, in uno show totalizzante fatto di musica e racconto.
Può un club trasformarsi in un salotto di quartiere? Parrebbe proprio di sì, come dimostrato dalla prima tappa del Rottincuore Live di Romina Falconi, che si è presa il palcoscenico di casa sua, a Roma, al Largo Venue per la prima di due date speciali per presentare dal vivo il suo terzo progetto discografico in carriera. Un live a cui, seguendo l’artista dai suoi primissimi passi nella musica, ci siamo approcciati con molta curiosità ed entusiasmo, senza rimanerne delusi.
Un live pieno, completo, in cui la musica è stata sì, protagonista ma non unico mezzo con cui l’artista ha comunicato al suo pubblico. Al suo vero pubblico, che la segue, canta con forza le sue canzoni e si sente rappresentato dalle sue parole. Ogni canzone cantata sul palco – in un excursus che non ha risparmiato praticamente nulla da tutti e tre i dischi rilasciati fino ad oggi – è stata anticipata da un’introduzione, che come piccoli pezzi di cuore, hanno permesso Romina falconi di farsi scoprire e riscoprire, da chi la ama da sempre e da chi poco la conosceva.
Dalla dedica speciale di Anima, da Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio, il suo primo disco, passando per un medley in acustico di canzoni estratte proprio da quel primo album, attraversando poi l’irriverenza e la sfacciataggine di Biondologia, la sua riuscita seconda prova discografica – di cui bisogna citare anche l’intensa Tienimi ancora, uno dei momenti più belli del concerto – fino al più recente Rottincuore, che ha spiegato le sue ali mostrandosi in tutte le sue sfumature.
Cosa permette a un’artista che non si trova quasi mai nelle radio, che è quasi del tutto assente dalle playlist editoriali delle piattaforme di streaming, e che non gode di passaggi televisivi importanti di continuare ad avere, anche dopo oltre 10 anni di carriera, un pubblico consolidato, uno zoccolo duro che la sostiene e le permette di andare avanti in un mare magnum come la musica di oggi, che per quanto satura sia, a volte corre il rischio di farti sentire inascoltato?
Personalmente mi sono dato una risposta già alla terza canzone di questo live: Romina Falconi è una supereroina, per quanto affrontato nella sua vita e per come ha saputo resistere agli scossoni che questa stessa vita le ha riservato, è una supereroina con un’armatura che ha imparato a gestire, che ha imparato a rimuovere al momento giusto e a indossare quando c’è da difendersi dagli urti dell’esterno.
Romina Falconi è una supereroina della porta accanto. Quella che se bussi alla sua porta e le chiedi un bicchierino di sale, ti dà mezzo pacco. È quella che se le chiedi del caffè, perché l’hai finito, ti invita dentro a berlo insieme a lei. È quella che trovi d’estate sul pianerottolo di casa, con cui puoi fumare una sigaretta, confidarti e magari farti un pianto. O forse anche una risata, alla fine.
Perché il modo di farti ridere, Romina Falconi lo troverà sempre, come l’ha trovato in questa serata – e in ogni suo show – alternando canzoni profondamente drammatiche a un’ironia tagliente e sagace, con cui l’artista racconta il proprio vissuto e gli aneddoti personali che l’hanno ispirata a scriverle quelle canzoni. Ed è questo che rende completo un suo live, dove è possibile trovare musica ma anche stand up comedy (segnaliamo un’ottima Sara Martinelli in apertura dello show), insieme a riflessioni, schitarrate e risate.
Una supereroina di Torpignattara che però ben si sposa anche con l’immagine di grande diva del pop. Una diva sui generis, se consideriamo come, nel pop, le dive vengono ideologicamente dipinte: inavvicinabili, inarrivabili. Romina Falconi è l’esatto opposto e che questo sia una dote è certo, che possa essere anche una condanna? Per qualcuno sì, ma non è per questo importante, perché il divismo non conta, non te ne fai nulla, quando a parlare c’è un cuore che, anche se ridotto in brandelli, sa arrivare dove deve arrivare.




