Il 17 ottobre arriva una nuova edizione di “Meddle” dei Pink Floyd in vinile San Tropez Orange Marble. Nello stesso giorno sarà pubblicata in alta risoluzione la sequenza di “Crystal Voyager” accompagnata da “Echoes”, nata da uno storico accordo tra la band e il regista George Greenough.
Ci sono album che appartengono a un preciso momento della storia della musica e altri che, nel tempo, continuano a produrre nuove connessioni. Meddle dei Pink Floyd appartiene alla seconda categoria. Pubblicato nel 1971, il sesto album in studio della band rappresentò una fase importante nell’evoluzione del gruppo e conteneva al proprio interno una composizione destinata a diventare uno dei suoi brani più rappresentativi: Echoes.
A oltre mezzo secolo dalla pubblicazione, Meddle torna ora in una nuova edizione in vinile. Il 17 ottobre 2026 sarà disponibile infatti una versione San Tropez Orange Marble, realizzata per il National Album Day. Il pre-order è già aperto.
La nuova uscita arriva accompagnata da un’operazione che riporta al centro proprio Echoes: nello stesso giorno, il canale YouTube ufficiale dei Pink Floyd renderà disponibile una versione 4K recentemente restaurata della celebre sequenza finale di Crystal Voyager, film cult sul surf del 1973 nel quale la lunga composizione dei Pink Floyd accompagna le immagini realizzate da George Greenough.
“Meddle”, il passaggio verso i Pink Floyd degli anni Settanta
Meddle fu registrato nel corso del 1971, tra gli impegni dal vivo della band e diverse sessioni di lavoro in studi londinesi, tra cui Abbey Road e Morgan Studios. L’album venne pubblicato nel Regno Unito il 5 novembre 1971, raggiungendo il terzo posto della classifica britannica.
La sua importanza risiede anche nel metodo con cui il gruppo arrivò alla composizione dei brani. I Pink Floyd sperimentarono nuove modalità di scrittura e registrazione, lavorando inizialmente anche su frammenti musicali sviluppati individualmente dai quattro componenti.
Da questo processo sarebbe progressivamente emersa Echoes, destinata a occupare per intero il secondo lato dell’album. La stessa storia ufficiale della band ricostruisce la genesi del brano a partire da esperimenti che passarono attraverso titoli provvisori come Nothing, Son of Nothing e Return of the Son of Nothing.
La tracklist di Meddle è composta da sei brani:
Lato A
- One of These Days
- A Pillow of Winds
- Fearless
- San Tropez
- Seamus
Lato B
6. Echoes
La struttura stessa dell’album restituisce il contrasto tra una prima parte costruita attraverso brani relativamente brevi e una seconda facciata interamente occupata dalla suite di Echoes.

Quando “Echoes” incontrò le immagini di George Greenough
La storia più singolare legata al brano, però, arriva dal cinema. Nel 1973 il regista David Elfick realizzò Crystal Voyager, documentario dedicato al mondo del surf scritto e narrato da George Greenough, surfista, fotografo e pioniere delle riprese cinematografiche in acqua.
Per la sequenza conclusiva Greenough aveva sviluppato una particolare attrezzatura da ripresa, progettata e costruita personalmente, che gli consentiva di portare una pesante cinepresa all’interno dell’acqua e ottenere immagini dall’interno delle onde. Per accompagnare quelle riprese cercava una musica che avesse una durata e una struttura adeguate. La soluzione arrivò quasi per caso.
Greenough ascoltò Echoes, contenuta nel disco acquistato per lui dalla madre, e riconobbe immediatamente nel brano la colonna sonora che stava cercando. La durata di circa 23 minuti coincideva inoltre con quella necessaria alla sequenza. Restava però un problema: ottenere i diritti per utilizzare il brano.
Secondo il racconto diffuso dai Pink Floyd, Elfick si recò a Londra per incontrare la band e spiegò che la produzione non disponeva del denaro necessario per pagare l’utilizzo della composizione. Nacque così un accordo particolare: Greenough ed Elfick avrebbero potuto utilizzare Echoes nel film, mentre i Pink Floyd avrebbero potuto impiegare le immagini delle onde come sfondo visivo durante i propri concerti. L’intesa venne accettata da entrambe le parti e diede origine a una delle associazioni più riconoscibili tra musica e immagini della prima metà degli anni Settanta.
Un incontro tra musica e cinema ancora attuale
A distanza di oltre cinquant’anni, quella collaborazione torna oggi in una nuova forma grazie al restauro in alta definizione della sequenza. Greenough ha commentato il ritorno del progetto ricordando di non aver mai ascoltato Echoes prima di ricevere il disco dalla madre e definendo ancora oggi rivoluzionaria la combinazione tra quelle immagini e la musica dei Pink Floyd.
La nuova versione restaurata sarà pubblicata il 17 ottobre sul canale YouTube della band, contemporaneamente all’uscita della nuova edizione di Meddle. Non è la prima volta che Echoes si lega alla dimensione cinematografica. Il brano fu infatti utilizzato anche in Pink Floyd: Live at Pompeii, film diretto da Adrian Maben e realizzato nel 1971, dove venne suddiviso in due parti per aprire e chiudere la pellicola. Le riprese del concerto a Pompei iniziarono nell’ottobre di quell’anno, prima ancora della pubblicazione britannica di Meddle.
“Echoes” oltre Meddle
La storia dal vivo del brano è altrettanto significativa. Echoes fu eseguita regolarmente dai Pink Floyd nel periodo compreso tra il 1971 e il 1975 e rimase associata a una delle fasi più sperimentali della band. La composizione sarebbe poi tornata in repertorio nel 1987, all’inizio del tour di A Momentary Lapse of Reason, per le prime undici date. Nel 2006 David Gilmour la inserì nuovamente nelle proprie esibizioni durante il tour di On an Island, utilizzandola come brano conclusivo della scaletta principale.
Anche il progetto Nick Mason’s Saucerful of Secrets l’ha successivamente recuperata nel proprio repertorio. Il percorso di Echoes racconta così qualcosa di più della longevità di una canzone. Mostra come una composizione nata dagli esperimenti dei Pink Floyd in studio sia riuscita a vivere in contesti diversi: sul palco, al cinema, attraverso le immagini di un surfista-regista e, oggi, attraverso un nuovo restauro digitale.
Una nuova stagione di ristampe e archivi
La nuova edizione di Meddle si inserisce inoltre in una fase particolarmente intensa per l’attività editoriale legata al catalogo dei Pink Floyd. Nel 2025 la band ha celebrato il cinquantesimo anniversario di Wish You Were Here, mentre Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII è tornato nei cinema con materiale restaurato e ha successivamente generato una pubblicazione discografica. La colonna sonora di Pink Floyd: Live at Pompeii – MCMLXXII ha raggiunto il primo posto della Official UK Albums Chart.
Nel 2026 è arrivato inoltre 8-Tracks, raccolta ufficiale dedicata a otto brani scelti dal periodo 1971-1979. In questo contesto, la nuova edizione di Meddle assume un significato che va oltre il semplice ritorno di un titolo storico in catalogo. Il vinile ripropone un album che rappresenta una fase di passaggio fondamentale per i Pink Floyd, mentre il restauro di Crystal Voyager riporta alla luce una delle storie più particolari nate attorno a Echoes.




