I Nu Genea pubblicano “Carè”, nuovo singolo estratto dall’album “People of the Moon”. Il duo napoletano unisce funk, influenze mediterranee e sonorità globali in un brano tra ritmo e introspezione.
Dopo il successo di “People of the Moon” e un tour europeo che continua a raccogliere grande partecipazione di pubblico, i Nu Genea tornano con “Carè”, nuovo singolo estratto dall’ultimo album e disponibile in radio. Il brano rappresenta uno dei momenti più significativi del nuovo progetto del duo composto da Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, confermando quella ricerca sonora che negli anni ha reso i Nu Genea una delle realtà italiane più riconoscibili nel panorama internazionale.
“Carè” unisce il caratteristico approccio del gruppo partenopeo, capace di fondere tradizione e contemporaneità, con un intreccio di groove mediterraneo, funk dalle atmosfere anni Ottanta e melodie luminose. Una traccia pensata per il movimento e la dimensione collettiva del ballo, ma che conserva al tempo stesso una forte componente emotiva.
“Carè”, il racconto della fragilità attraverso il ritmo
Al centro del nuovo singolo c’è un tema profondamente umano: il bisogno di trovare sostegno nei momenti di difficoltà. Attraverso un testo che racconta fragilità, smarrimento e ricerca di un punto di riferimento, i Nu Genea trasformano una riflessione intima in un’esperienza condivisa, affidando alla musica il compito di unire persone e culture diverse.
È proprio questo equilibrio tra profondità e immediatezza uno degli elementi distintivi della loro produzione: canzoni capaci di funzionare sul dancefloor senza rinunciare a una dimensione narrativa e culturale.

“People of the Moon”, un universo musicale senza confini
Con “People of the Moon”, i Nu Genea hanno ulteriormente ampliato il proprio linguaggio musicale, costruendo un progetto in cui convivono diverse tradizioni e influenze provenienti da tutto il mondo.
Nel disco il napoletano dialoga con arabo, inglese, spagnolo e portoghese, mentre le sonorità attraversano suggestioni afro-cubane, richiami anatolici, chitarre highlife e strumenti della tradizione mediterranea. Un mosaico sonoro che conferma la capacità del duo di superare i confini geografici e di creare una musica profondamente legata alle proprie radici ma allo stesso tempo aperta alla contaminazione internazionale.
Dai festival italiani ai grandi palchi europei
Il nuovo singolo arriva in una fase particolarmente intensa per i Nu Genea, impegnati in un tour europeo che li vede protagonisti nei principali festival del continente. Dopo gli appuntamenti estivi in Italia, tra cui Abbabula a Sassari e Piccolo Parco Urbano a Bagheria, il duo porterà la propria musica in diversi Paesi europei, con date in Croazia, Serbia, Romania, Polonia, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio e Regno Unito.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano le partecipazioni a festival come OFF Festival, Way Out West, Flow Festival, Lowlands e Pukkelpop, fino al concerto previsto al Roundhouse di Londra il 19 settembre.
Nu Genea, la musica italiana che guarda al mondo
Negli ultimi anni i Nu Genea si sono affermati come una delle formazioni italiane più apprezzate a livello internazionale grazie a un percorso costruito tra ricerca musicale e capacità di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Dalla collaborazione con il leggendario batterista Tony Allen fino ai progetti “Nuova Napoli” e “Bar Mediterraneo”, il duo ha sviluppato una cifra stilistica riconoscibile, caratterizzata dall’incontro tra disco, funk, musica elettronica e patrimonio mediterraneo.
Il successo di brani come “Marechià” e “Tienatè”, insieme alla certificazione Disco d’Oro ottenuta da “Bar Mediterraneo”, ha contribuito a consolidare il loro ruolo come ambasciatori di una nuova idea di musica italiana, capace di dialogare con il mondo senza perdere il legame con la propria identità.




