“Come acqua in un tubo” è il nuovo singolo de Le schiene di Schiele e anticipa il secondo album della band, prodotto da Davide Lasala e in uscita il 6 novembre 2026 per EDAC Music Group. Un brano nato dal clima di tensione seguito allo sgombero dell’Askatasuna di Torino.

Uno sguardo, poi la tensione. Un istante nel quale ancora non è successo nulla, ma tutto appare già possibile. “come acqua in un tubo”, il nuovo singolo de Le schiene di Schiele, pubblicato oggi, venerdì 25 settembre, parte proprio da questa sospensione e la trasforma in un brano fisico, compresso, costruito sull’urgenza di un confronto che può degenerare oppure produrre un cambiamento.

È il primo estratto dal secondo album della band, prodotto da Davide Lasala e atteso il 6 novembre 2026 per EDAC Music Group. Un’anticipazione che mette immediatamente in evidenza la direzione sonora del nuovo lavoro: chitarre abrasive, batteria serrata e una produzione densa non utilizzate semplicemente per accompagnare la tensione, ma per renderla materia musicale.

Il punto di partenza è concreto. La band riconduce la genesi del brano agli eventi del gennaio 2026 a Torino, quando il centro sociale Askatasuna è stato sgomberato e la protesta ha prodotto momenti di forte conflittualità e scontri nelle strade della città. È all’interno di quel contesto che Le schiene di Schiele hanno individuato l’immagine attorno alla quale costruire il pezzo.

Quei giorni di protesta ci hanno profondamente segnato. Ci siamo sentiti dalla parte giusta della storia, in mezzo a coloro che volevano salvare uno dei pochi centri di aggregazione rimasti in città dalla voracità delle incubatrici per start-up e delle grandi catene di supermercati che spingono gli indigenti nelle periferie a suon di manganello, se serve.

Le schiene di Schiele

Il racconto della band è esplicitamente legato alla propria lettura di quegli avvenimenti e alla percezione di trovarsi all’interno di una protesta che considerava la difesa di uno spazio di aggregazione. Da questa esperienza nasce una canzone che non prova tanto a ricostruire cronologicamente gli eventi quanto a restituirne la componente sensoriale: l’adrenalina, la paura, la rabbia e quell’attimo immediatamente precedente al contatto.

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“come acqua in un tubo” di Le schiene di Schiele

Il conflitto al centro della musica

In “come acqua in un tubo” il conflitto non viene raccontato attraverso una narrazione lineare. È il suono a riprodurne la dinamica. La batteria procede serrata, le chitarre assumono una funzione abrasiva e il mix mantiene una pressione costante. Il brano si muove nel territorio del post-punk e del punk rock, ma senza ricorrere soltanto alla velocità o all’aggressività come elementi caratterizzanti.

Al centro rimane l’idea dello scontro come momento di possibilità. Gli occhi, indicati dalla band come punto di partenza del brano, diventano lo strumento attraverso il quale osservare l’altro ma anche prepararsi all’impatto. Guardare significa quindi esporsi, ma anche misurare la distanza che precede il contatto.

È una tensione che il gruppo sintetizza attraverso una contrapposizione precisa: lo scontro può condurre alla distruzione e alla violenza, oppure diventare occasione di trasformazione e collaborazione. Nella loro lettura, è proprio questa seconda possibilità a dare un significato allo “scontro creativo come atto d’amore”.

A dare forma al nuovo singolo è Davide Lasala, che ha curato la produzione artistica e, insieme ad Andrea Fognini, la registrazione e il mix presso EDAC Studio. In studio hanno lavorato Andrea De Marchi alla batteria, Daniele Baldassarre al basso elettrico, Giacomo Scarcella alla chitarra elettrica e Francesco La Greca alla voce. Il master è stato affidato a Giovanni Versari presso La Maestà, con Lorenzo Griante come assistente di studio.

Dal post-punk di “Danze della sfiga” al nuovo album

“come acqua in un tubo” si inserisce nel percorso sviluppato da Le schiene di Schiele dal 2021 tra Torino e Valsusa. La formazione ha costruito il proprio linguaggio intorno a un post-punk diretto, nel quale rabbia, ironia e dimensione melodica convivono con una rappresentazione spesso disillusa della quotidianità. Dopo l’EP “L’Abbandono” e diversi singoli, nel 2025 è arrivato “Danze della sfiga”, album nel quale la band ha portato al centro temi come alienazione e ansia, alternando componenti più grottesche a momenti di maggiore apertura melodica.

Il nuovo disco, previsto per il prossimo novembre, sembra partire da quelle coordinate per spingerle verso una dimensione ancora più fisica. Se “Danze della sfiga” osservava una quotidianità attraversata da inquietudine e disorientamento, “come acqua in un tubo” concentra tutto in un singolo momento di pressione. Il titolo stesso suggerisce un movimento obbligato: l’acqua segue il percorso imposto dal tubo, accumula pressione e procede verso un’uscita. La metafora diventa così coerente con la costruzione musicale del brano, che non concede particolare spazio alla distensione e procede verso il proprio punto di rottura.

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