Nuovo singolo per Gianluca De Rubertis, in uscita l’8 maggio prossimo per Cramps Music. La traccia mette insieme scrittura cantautorale e produzione contemporanea per restituire un racconto critico del presente, tra tensione lirica e atmosfere sospese.
Sarà disponibile da venerdì “L’anno del vento”, il nuovo singolo di Gianluca De Rubertis, pubblicato per Cramps Music e già accessibile in pre-save sulle principali piattaforme digitali. Il brano si inserisce nel percorso solista dell’artista leccese, una composizione dalla forte impronta narrativa, costruita attorno a una prospettiva definita dallo stesso autore come “verticale e analitica”. Il testo propone uno sguardo generazionale che osserva il mutamento dei valori e delle priorità nel contesto contemporaneo, mettendo in relazione dimensioni come sacrificio.
All’interno della traccia troviamo immagini simboliche e scenari evocativi, in cui elementi naturali e quotidiani si fondono in una rappresentazione sospesa tra dimensione reale e allegorica. La narrazione messa in piedi da Gianluca De Rubertis procede per quadri successivi, delineando un paesaggio umano in cui la perdita di profondità emotiva diventa uno dei nuclei tematici centrali.

Dal punto di vista musicale, il brano si colloca in una zona di confine tra acustico ed elettronico. La produzione, firmata da Matilde Davoli, costruisce una tessitura stratificata in cui strumenti tradizionali dialogano con programmazioni e sintetizzatori. Il risultato è un’atmosfera rarefatta, caratterizzata da una progressione lenta e da una gestione degli spazi sonori che privilegia la sospensione e la profondità.
Nel mentre, prosegue l’attività live di Gianluca De Rubertis, attualmente impegnato in un tour piano e voce che lo vede esibirsi in diverse città italiane. Tra gli appuntamenti annunciati figurano le date del 15 maggio a Trento, il 16 maggio a Valdagno e il 7 giugno all’Ascoli Street Music Festival, con ulteriori aggiornamenti previsti nelle prossime settimane.
Testo de “L’anno del vento” di Gianluca De Rubertis
Fu proprio nell’anno del vento
Che la luna cadde dal cielo
E l’argento si fuse col fango
Ed il sole arrossì di vergogna
Ma la gente non provava dolore
Perché disse la luna è una noia
Compreremo un telefono nuovo
E un grande televisore
Vivi senza un domani
E non ti importa di sapere chi eri
Vivi la notte è fonda
E non ti offenda più il chiarore dell’alba
Fu davvero nell’anno del vento
Che le donne non ebbero figli
Ed i padri cercando fortuna
Se ne andarono via per il mare
Però lì non trovarono nulla
E le donne non avevan dolore
E comprarono un telefono nuovo
E un grande televisore
Vivi senza un domani
E non ti importa di sapere chi eri
Vivi la notte è fonda
E non ti offenda più il chiarore dell’alba
Fu nell’anno del vento rammenta
Che la gente non provava dolore
E viveva felice e contenta
Con moneta che non era sudore




