Il Turquoise Carpet dell’Eurovision è il Met Gala d’Europa. Ecco alcuni dei look che hanno lasciato il segno alla Reggia di Venaria

Ebbene sì, l’Eurovision Song Contest è alle porte, e la cornice che l’ospiterà è proprio il nostro amato paese, che grazie alla vittoria dei Måneskin dello scorso anno con la celeberrima “Zitti e buoni“, ha permesso al glorioso Festival di approdare proprio nella città di Torino. E quale modo migliore di dare il via alla manifestazione se non con un carpet? O per meglio dire Turquoise Carpet.

Sicuramente il lavoro è stato tanto, per ospitare al meglio una macchina come quella dell’Eurovision. Dalla location, al set, passando per gli eventi. Di sicuro non sono mancate le critiche, ma cosa dire, senza tanti fronzoli l’Italia sta portando a casa un Signor Eurovision, se aggiungiamo che, a fare da sfondo, è la bellezza urbanistica e culturale della città stessa. Torino ha saputo racchiudere le sue bellezze e metterle al servizio del mondo. È vero, non tutte le ciambelle escono col buco, ma si sa, anche la cucina è made in Italy, quindi il piatto è servito.

Gli esplosivi look del Turquoise Carpet

Se negli States qualche giorno fa abbiamo assistito al Met Gala, il Turquoise Carpet sicuramente non è stato da meno, soprattutto se pensiamo che la magnifica cornice è stata la Reggia di Venaria Reale. Fare un carpet spesso è sinonimo di eleganza e di stile, ma certamente non è mancata l’esagerazione. Ad aprire la passerella è stata Emma Muscat, che rappresenterà Malta durante la competizione. Nota già al pubblico italiano per aver partecipato al talent Amici di Maria de Filippi, cavalca come un’amazzone il lungo tappeto con un abito bianco con strascichi di chiffon che non lasciano nulla all’immaginazione, questo look fa tanto statua greca ma anche donna combattente. Ha lasciato il segno.

Eurovision Emma Muscat
Emma Muscat sul Turquoise Carpet – Foto di Andres Putting

Se parliamo di lasciare il segno allora ci tocca parlare di Achille Lauro, che gareggia per San Marino. Artista eclettico, dalla scelta musicale fino ad arrivare ai suoi look: la parola chiave è Eleganza alla Lauro. Con un completo nero sobrio, dove al di sotto vediamo spuntare una camicia rosa sbottonata tanto da mostrare i suoi tatuaggi sul petto, costretta all’interno di un gilet/bustino, Achille si è mantenuto basso per la passerella, cosa che di certo non farà per la sua esibizione, come visto nelle prove.

Eurovision Achille Lauro
Achille Lauro sul Turquoise Carpet – Foto di Andres Putting

Qualcuno che di certo non ha preso la prima cosa che ha trovato nel suo armadio è Michael Ben David, rappresentante israeliano, che ha ben pensato di indossare un completo ricoperto interamente di fiocchi di neve stampati, con un cinturone bianco con una “sobrissima” fibia argentata. Un po’ costellazione, un po’ prato fiorito del vecchio Windows 90’, sta di fatto che ha saputo portare l’attenzione su di sé.

È il turno poi di Sheldon Riley, direttamente dalla lontana Australia, che ha ben pensato di portarsi dietro le spazzole dell’autolavaggio sulle spalle. Il suo look total white è composto da una giacca crop con collo montante, una camicia sottoposta ad un bustino interamente ricamato ed un pantalone dal fondo Harem. Senza dubbio il monocromatico è tendenza, però depennare qualsiasi volatile per quel piumaggio lo trovo eccessivo, ma si sa, un vero carpet è fatto anche di eccessi, e gli eccessi spesso ci piacciono.

Eurovision Michael Ben David
Michael Ben David – Foto di Andres Putting
Eurovision Sheldon Riley
Sheldon Riley – Foto di Andres Putting

È Monika Liu dalla Lituania a riportare un po’ di sobrietà, con un mini dress nero increspato. Eleganza nel look proprio come nel brano che presenterà in gara. L’abito le fascia la silhouette, ma solo sul fondo va ad aprirsi dando all’abito un po’ più di carattere, farà anche tanto first lady, però ha trovato la mia approvazione.

Se qualcuno avesse qualche dubbio di che colore fosse l’intimo della cantante svedese, Cornelia Jakobs ce li toglie tutti. Con questo abito a rete, “coperto” da un capospalla di rouches plissettate nere, Cornelia mostra tutto il suo splendore e luccichio. Il vedo e non vedo fa sempre scalpore, ma quegli stivaletti in vinile nero usiamoli per andare ad un rave, non sul carpet dell’Eurovision.

Eurovision Monika Liu
Monika Liu – Foto di Andres Putting
Eurovision Monika Liu
Cornelia Jakobs – Foto di Andres Putting

Legata agli usi e costumi del proprio paese è Chanel, che porta giusto un po’ di Spagna sulla passerella. L’artista iberica lascia presagire fiamme, proprio come il rosso del suo abito, composto da un corpetto a fondo rosso con pois neri, una gonna a tubino nera, e un capospalla di rouches di tulle lungo metri e metri. La Reina di Spagna darà filo da torcere a molti, nel frattempo il suo look conferma il senso di appartenenza di questo contest.

Eurovision Chanel
Chanel sul Turquoise Carpet – Foto di Andres Putting

Lo sappiamo: lungo carpet, grosse responsabilità. Prova non superata per l’Irlanda, rappresentata da Brooke. Questo mini abito con un degradé di colori con orlo piumato fa troppo saggio di latino americano di fine anno. Vale lo stesso per l’Islanda con le Systur. Certo, una ventata di colore, un messaggio magnifico lanciato tramite la bandiera dell’orgoglio transgender, ma la reference a Scooby Doo non l’ho colta soltanto io.

Anche le Reddi, che rappresentano la Danimarca, non hanno portato di certo una ventata di personalità. A qualcuno ricordano gli ultimi vincitori? Completi broccati/trapuntati e zatteroni ai piedi, i Måneskin hanno già lasciato il segno, le Reddi spero lo riescano a fare, di certo non con questi look.

Eurovision Brooke
Brooke – Foto di Andres Putting
Eurovision Systur
Systur – Foto di Andres Putting
Eurovision Reddi
Reddi – Foto di Andres Putting

Per finire, ultimi ma non per importanza, il duo formato da Mahmood e Blanco, che hanno la fortuna di giocare in casa. Non ha lasciato la personalità dietro il duo più famoso del momento. Quando si parla di tendenza, non ho dubbi su quali nomi fare. Che poi si sa, la moda risiede davvero a pochi chilometri. Mahmood indossa una graziosa giacca nera a petto nudo, mentre sotto un pantalone oversize con pinces sui toni del viola, mentre Blanco più sobrio con il suo total black e una lunga giacca di pelle.

Hanno non solo passato la prova carpet, ma senza snaturare le loro forti personalità hanno portato a casa una passerella di tutto rispetto. Magari riuscissero a portare a casa anche una doppietta? Staremo a vedere.

Eurovision Mahmood e Blanco
Mahmood e Blanco sul Turquoise Carpet – Foto di Andres Putting

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