Dopo numerosi singoli arriva il primo album della cantautrice “postmoderna” Miglio, “Manifesti e immaginari sensibili“, fuori con Matilde Dischi

Nella musica di Miglio confluiscono molteplici sfumature, stili, correnti. Come quegli album da colorare, per bambini, la cantautrice, che ama definirsi “postmoderna”, è ricca di disegni, di scenari, di immagini da scoprire e illuminare con la forza del colore. Lo dimostra in “Manifesti e immaginari sensibili“, il suo primo album, pubblicato oggi con il supporto di Matilde Dischi, che s’affaccia sul panorama musicale forte delle scie di Ivan Graziani, Lucio Dalla, Jeff Buckley e i Joy Division, riferimenti imprescindibili nella musica della giovane artista.

Nata a Brescia, ma adottata ormai da Bologna, Miglio catturò l’attenzione ormai qualche anno fa, quando mi capitò di ascoltare “Il bar sui binari“, un bel pezzo, tra il punk e l’elettronica, in cui l’artista si soffermava su quegli amori giudicati “trash” da una società conservatrice, che con le su occhiatacce e i suoi giudizi costringeva questi sentimenti a rintanarsi nel buio di una metro. Da quel brano di acqua sotto i ponti ne è passata, ed importanti esperienze hanno smussato e fortificato l’opera di Miglio.

Lo scopriamo in questo primo biglietto da visita, “Manifesti e immaginari sensibili“, in cui domina la new wave di matrice eighties, ma anche l’elettronica, con l’attitudine da sempre punk della cantautrice, che sfiora la porta del pop senza mai entrarci del tutto. Nei brani trovano spazio istantanee di vita quotidiana, silenziosa e a tratti artefatta, che però di notte si spoglia delle sue sovrastrutture e ogni cosa si dimostra per quello che è, nelle sue fragilità e nei suoi segreti.

Miglio presenta così questo disco: «Il titolo “Manifesti e immaginari sensibili” nasce proprio dalle canzoni del disco, immagini che definiscono ciò che ho visto, immaginato, vissuto: all’interno ci sono i luoghi che mi hanno dato qualcosa, le persone che ho incontrato, le mie idee e il modo che ho di visualizzarle, ci sono le cose vere che ho sentito e provato su di me, momenti di rottura e di inizio».

«Ho scritto per provare ad esprimere il mio mondo interiore, ho suonato per ricordare qualcosa o qualcuno. Ho lavorato insieme a Marco Bertoni, che ha prodotto tutti i brani, per mesi abbiamo fatto molti ascolti uniti a un lavoro viscerale su ogni canzone, cercando di elevarle fino a farle arrivare a uno stato di verità emozionale che fosse forte, per me, per noi», aggiunge Miglio. Un disco, questo di debutto per Miglio, che trova valore anche nella sua immagine, con i contenuti visual realizzati da Martina Platone e con le copertine dei tre singoli di lancio, “Autostrade“, “India” e “Con la tua saliva“, ad opera di Alberto Azzara.

Che Miglio fosse brava, lo sapevamo. Ne scrissi, all’epoca de “Il bar sui binari“, anche se non su queste pagine. Lo sapevo, anche se in tutto questo tempo l’ho seguita soltanto dal marciapiede opposto. Ora però è arrivato per tutti il momento di imboccare l’autostrada, e scoprire a fondo cosa si celi dietro di suoi “Manifesti e immaginari sensibili“.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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