Tutto l’amore per la vita di Loredana Errore ora anche in vinile. L’artista fa il punto della sua carriera e dice la sua sul ddl Zan, Amici 20 e lo stop ai concerti
Loredana Errore presenta “C’è vita“, il suo ultimo album adesso fuori anche in versione vinile. Un progetto a cui l’artista ammette di tenere profondamente, dal titolo colmo di speranza alle tracce contenute all’interno, che rappresentano un nuovo punto di partenza per l’ex concorrente di Amici. In questa intervista tra i temi trattati anche il ddl Zan, Sanremo, Amici e non solo.
Il disco approda nei negozi in vinile, formato ormai tornato in auge nell’era del digitale.
Per me è stato come “fare tutto”. Siamo partiti con la mia etichetta discografica, Azzurra Music, con la volontà di portare in luce un nuovo album. Questo disco è incorniciato da questo atto conclusivo che è il vinile, il mio primo vinile, che desideravo da tanto tempo. Per questo credo che iniziare proprio con “C’è vita” sia il regalo più bello. I dischi “fisici” poi sono i nostri gioielli, lo sono per chi crede anche in questo formato e in quell’oggetto che è unico.
“C’è vita” fin dal titolo fa respirare una sana voglia di spensieratezza e libertà, specialmente in un periodo storico come quello attuale. Che valore gli attribuisci?
“C’è vita” è un’esclamazione, un impegno, una gratitudine, quella di essere in vita. La bellezza della vita in ogni sua forma e l’obbligo e il diritto che abbiamo di viverla anche per chi non ce l’ha fatta, con questa pandemia. La vita stessa ci chiede di ritornare ai valori primordiali, partendo dal cuore, dall’anima e dalla considerazione del prossimo. Una considerazione anche verso la vita, che non può essere definita tale se sfugge a dei canoni di bellezza, quali la lealtà, sincerità, al non fare spallucce di fronte a situazioni che hanno bisogno del nostro intervento. Cose che, oggi come mai, la vita ci esorta a mettere in primo piano.

Nel disco è presente anche una tua versione de “La cura” del Maestro Battiato. Da cosa scaturisce la scelta di inserire questo brano, tra quelli più “suonati” dai balconi durante il lockdown dello scorso anno, in questo progetto?
È stato il primo brano con cui il mio discografico, Marco Rossi di Azzurra Music, mi ha accompagnato in questo sodalizio artistico. Mi ha detto «Loredana, perché non iniziamo da “La cura” di Franco Battiato?». Lui forse stava dicendo una cosa “normale”, ma in realtà mi stava dando in mano un grande incipit di rinascita per questo disco. Ricordiamo che, prima del Covid-19, ho vissuto un lockdown personale dopo quell’incidente del 4 settembre 2013, quindi questo senso di immobilità e di rimandare le cose lo avevo già avvertito anni prima. Da questa esperienza ritornare con “La cura” credo rappresenti la chiusura di un cerchio.
La pubblicazione di questo album, uscito lo scorso anno, rappresenta anche una celebrazione dei tuoi primi dieci anni di carriera. A tal proposito è presente nella tracklist una versione “2020” del tuo primo successo, “Ragazza occhi cielo”. Un brano che di certo ti ha dato tante soddisfazioni.
Non voglio risultare banale, ma chi mi conosce sa che dico sempre la verità. Questo brano mi ha sempre colpito e tuttora mi emoziona. Ringrazio Biagio Antonacci per avermi dato questo brano autobiografico. Un mantello di pace e di speranza ritornata ancora più attuale risentendola dopo il mio incidente. Quando sentivo quelle parole, “voglia mia di vita, voglia di perdono, voglia mia di voce”, le avvertivo come dei presagi. Ha per me un valore e mi trasmette delle emozioni che non riescono ad assopirsi negli anni.
Qual è la Loredana Errore che hai voluto svelare con quest’opera?
Dopo dieci anni, la musica ha subito una bella rivisitazione con vari stili e sonorità diverse. Mi sono cimentata in questo nuovo modo di cantare fresco e positivo. Mi sono voluta confrontare con questa cifra moderna che guarda al rap.
Dopo dieci anni di attività hai qualche rammarico che ti porti dietro?
Ho fatto talmente tante cose stupende che non ho alcun rammarico e alcun risentimento. Ho solo tanta voglia di fare e di riprendere il tempo che ho dovuto lasciare sospeso, al fianco di un team di cui sono tanto fiduciosa e con cui sono onorata di collaborare. Può essere solo una strada florida piena di colori e di musica.
Prima dell’annuncio dei Big di Sanremo 2021 s’è vociferato di una collaborazione tra te e i Modà presentata alla commissione. Quanto c’era di vero?
Guarda, questa mi giunge nuova, cado un po’ dalle nuvole. Posso dire però che come solista ho presentato una canzone che farò ascoltare prestissimo, perché sarà il mio nuovo singolo.
Nelle ultime settimane molti artisti si sono esposti sul ddl Zan, che si pone in contrasto alla discriminazione e violenza per ragioni basate sul sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Dicci la tua.
Sono contraria ad ogni forma di violenza e di ignoranza. Ho sentito un breve estratto di una diretta social del signor deputato Zan che ho trovato molto interessante. In questa affermava come ogni formazione culturale debba partire dai piccoli, dalle scuole e dalle famiglie. Partiamo con l’educare e con l’educarci. Trovo tanto da dover comunicare nel bene, nella pace e nel rispetto di ogni forma di vita, perché “C’è vita”.
Stai seguendo l’edizione in corso di Amici? C’è qualche concorrente che ti ha colpito?
È tutto un mondo incentrato sulla trap, quindi nulla di nuovo. Ciò che mi è risultato più fresco è Enula (eliminata nella puntata di sabato, ndr), credo che si distingui rispetto a quello che è stato già sentito e masticato.
In chiusura, parentesi sui concerti, ancora senza alcuna ripartenza generale garantita. Qual è il tuo parere in merito?
Penso che per prima venga la sicurezza di tutti. Fino a quando non ci organizziamo bene sicuramente non possiamo rischiare la vita ad un concerto. Mi auguro che da adesso si possa prendere sul serio questo argomento e si possa fare in modo che la nostra attività possa essere svolta in maniera sicura per noi e per chi con sacrifici compra un nostro biglietto. Spero che il Ministro possa incoraggiare le persone, una volta che si potrà, a riandare ai concerti. Non dobbiamo mai abbassare la guardia, però adesso che abbiamo subito per più di un anno, abbiamo le conoscenze per arginare il problema.




