La cantautrice calabrese Cecilia Larosa pubblica il suo primo album prodotto da Piero Cassano: un’opera che attraversa pop contemporaneo, soul e memoria identitaria trasformando esperienze intime in narrazione musicale.

È disponibile da oggi “Vivi”, il primo album della cantautrice calabrese Cecilia Larosa, pubblicato da Unalira, etichetta discografica diretta da Lorena Bassano, manager dell’artista. Un esordio discografico costruito come un racconto personale e progressivo, nel quale scrittura autobiografica, ricerca melodica e memoria territoriale convergono in un progetto che attraversa differenti registri emotivi e sonori.

Prodotto artisticamente da Piero Cassano, figura storica della musica italiana e presenza centrale nello sviluppo del percorso della cantautrice, “Vivi” si colloca in uno spazio espressivo che unisce pop contemporaneo, suggestioni soul e richiami alla tradizione mediterranea. Il risultato è un album che alterna dimensione intima e apertura narrativa, costruendo un linguaggio musicale fondato sulla confessione emotiva, sull’osservazione del quotidiano e sulla trasformazione delle esperienze personali in materia compositiva.

L’intero progetto nasce da un lungo processo di scrittura e sedimentazione artistica. Cecilia Larosa definisce il disco “come un diario”, una raccolta di frammenti emotivi e riflessioni maturate nel tempo, in cui la musica diventa strumento di attraversamento delle fragilità, delle paure e dei momenti di smarrimento. Ogni brano assume così la funzione di una pagina narrativa autonoma, pur mantenendo una coerenza stilistica e tematica che attraversa tutto il lavoro.

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“Vivi”, il primo album di Cecilia Larosa

Al centro dell’album si colloca la title-track “Vivi”, fulcro emotivo e dichiarazione poetica dell’intero progetto. Il brano prende forma a partire da uno dei momenti più delicati vissuti dall’artista e sviluppa una costruzione sonora ispirata alle atmosfere di “Seven Seconds” di Youssou N’Dour e Neneh Cherry. Cecilia Larosa utilizza quell’universo armonico come riferimento emotivo e timbrico, costruendo però una melodia originale e personale, orientata verso una scrittura essenziale e diretta.

L’album si muove poi lungo traiettorie differenti, alternando episodi più luminosi e immediati a composizioni dal carattere maggiormente introspettivo. “Tu Non Mi Basti Mai” e “Indelebile” introducono una dimensione pop melodica attraversata da una costante tensione emotiva, mentre “Fino a Te” nasce dal recupero di una demo incompleta firmata da Piero Cassano e Claudia Ferrandi, successivamente sviluppata all’interno del progetto.

Tra i momenti più intensi del disco emerge anche “Duci Amuri Meu”, ballata sospesa tra lingua italiana e dialetto calabrese, ispirata al mito di Orfeo ed Euridice e scritta insieme alla poetessa Ilda Tripodi. In questo brano la tradizione orale e culturale della Calabria si intreccia con una scrittura contemporanea, restituendo centralità al tema della perdita, dell’attesa e della memoria sentimentale.

Accanto alla dimensione personale, “Vivi” affronta anche temi collettivi e generazionali. In “Fermati un Istante” Cecilia Larosa riflette sulla velocità imposta dalla contemporaneità e sulla progressiva rarefazione delle relazioni autentiche, mentre “Cambia il Mondo” trasforma la canzone in uno spazio di empatia e consapevolezza condivisa, orientando la scrittura verso una prospettiva più ampia e sociale. Con questo lavoro, Cecilia Larosa sviluppa un percorso tra identità personale, memoria culturale e ricerca musicale, mantenendo al centro la relazione tra parola, esperienza e interpretazione vocale.

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Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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