Alla scoperta di Kay, progetto targato Island Records e Universal che unisce trap, dark R&B e melodie soul in un linguaggio ibrido italiano-inglese, raccontando relazioni, solitudine e dinamiche affettive con un approccio immersivo e innovativo.
Kay torna sulla scena con Chiudi gli occhi, il nuovo EP disponibile dal 27 marzo su tutte le piattaforme digitali per Island Records e Universal Music Italia. Il progetto si colloca all’interno di un universo sonoro sospeso tra luce e ombra, dove influenze trap e riferimenti alla scena dark R&B internazionale dialogano con una scrittura personale e multilayered, capace di alternare con naturalezza italiano e inglese.
Il titolo stesso, Chiudi gli occhi, costituisce un invito simbolico all’isolamento dal rumore del mondo e all’immersione totale nella musica, concepita da Kay come esperienza visiva oltre che sonora. “Quando voglio entrare nella musica, voglio vedere i miei colori. Tutte le mie canzoni sono molto immersive: vorrei far sentire chi ascolta in un’altra dimensione”, racconta l’artista, sottolineando il legame tra sensazioni uditive e visioni interiori.
Il disco si distingue per una produzione sofisticata e coerente, curata da Estremo con il supporto dei producer Napalm, Robbegts, Lvnar e dello stesso Kay, che contribuisce direttamente a diverse tracce. La scrittura esplora dinamiche relazionali complesse, mettendo al centro relazioni contraddittorie, solitudine interna ai rapporti, desiderio di connessione e dipendenza affettiva. La prospettiva emotiva varia continuamente, alternando fragilità apparente a consapevolezza, mancanza e volontà di ricostruzione di legami.
Quando voglio entrare nella musica, voglio vedere i miei colori. Tutte le mie canzoni sono molto immersive: vorrei far sentire chi ascolta in un’altra dimensione.
Kay
Musicalmente, l’EP alterna momenti intimisti a passaggi ritmici più diretti, dove le sonorità trap e hip hop si intrecciano a melodie influenzate dal soul. Kay sperimenta strutture non convenzionali e stratificazioni vocali, accentuando l’effetto immersivo che permea l’intero progetto. In alcune tracce emergono aperture più ritmiche e orientate al clubbing, con richiami al pop e all’R&B dei primi anni Duemila, ampliando le possibilità espressive e confermando la poliedricità dell’artista.




