Il 27 marzo esce il terzo lavoro in carriera de L’Albero – progetto di Andrea Mastropietro – composto da nove tracce che uniscono tensione esistenziale, scrittura frammentaria e suggestioni sonore tra tradizione italiana e influenze internazionali, dal folk pastorale alla psichedelia.

Sarà disponibile dal 27 marzo “Cielo e sfacelo”, il nuovo album de L’Albero, progetto solista del cantautore e produttore Andrea Mastropietro, giunto al suo terzo capitolo discografico dopo “Oltre quello che c’è” (2016) e “Solo al sole” (2020). Il disco si articola in nove brani che costruiscono una traiettoria tematica fondata su una tensione costante tra due poli opposti: da un lato il desiderio di elevazione – identificato nel cielo, nella dimensione del sogno e della libertà – e dall’altro la permanenza in una realtà percepita come deteriorata, in cui la disgregazione si manifesta come condizione dominante.

La scrittura privilegia una struttura volutamente spontanea e mobile, riflettendo una molteplicità di stati emotivi che si alternano lungo l’intero lavoro. Ai momenti di maggiore densità sonora e intensità espressiva si affiancano passaggi più rarefatti ed essenziali, in una costruzione che evita linearità formali per restituire una percezione frammentata del presente.

Cielo e sfacelo” si inserisce nel percorso autoriale de L’Albero, che continua a interrogare il rapporto tra individuo e contesto, delineando un paesaggio interiore caratterizzato da instabilità e ricerca. Le tracce si presentano come sequenze di immagini, istantanee che si susseguono senza una gerarchia definita, restituendo una dimensione narrativa discontinua. All’interno di questo impianto emerge una riflessione sul posizionamento dell’individuo rispetto alla realtà: una condizione sospesa, in cui convivono la necessità di aderire al presente e quella di distaccarsene.

L’album è stato anticipato dai singoli “Fuga in Re”, “In una stanza” e “Io mi voglio perdere”, che ne hanno progressivamente delineato l’orizzonte sonoro e tematico. La nuova pubblicazione prosegue lungo questa direttrice, approfondendo una scrittura che intreccia dimensione personale e osservazione del contesto.

Dal punto di vista musicale, il lavoro si caratterizza per una sintesi di influenze eterogenee, in cui la tradizione della canzone italiana si confronta con riferimenti internazionali. Tra le linee di continuità emergono richiami alla stagione più sperimentale di Lucio Battisti, alle aperture sonore dell’Equipe 84, alla ricerca psichedelica di Claudio Rocchi, fino a suggestioni riconducibili a Pino Daniele, David Crosby e Caetano Veloso. Questi elementi si traducono in un linguaggio che alterna folk pastorale, aperture elettriche, incursioni psichedeliche e una presenza diffusa di percussioni dal sapore latino.

Una parte significativa dei brani è stata realizzata in presa diretta, scelta che contribuisce a preservare una dimensione esecutiva immediata e a valorizzare le componenti timbriche e dinamiche del suono. In questo contesto, l’album assume una fisionomia sfaccettata, costruita sull’interazione tra elementi differenti che convivono senza convergere in una forma univoca.

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“Cielo e sfacelo” de L’Albero

L’Albero, pseudonimo di Andrea Mastropietro, porta avanti un percorso artistico autonomo, in cui scrittura e produzione coincidono. Nel corso degli anni ha collaborato con Federico Fiumani (Diaframma) e condiviso il palco con artisti quali Riccardo Sinigallia, Dente, Shel Shapiro e Bobo Rondelli, mantenendo una continuità progettuale centrata sulla ricerca espressiva e sulla relazione con la tradizione cantautorale.

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