Il nuovo album di Filospada, in uscita il 15 maggio per Bradipo Dischi, introduce una scrittura più esposta e strutturata, mentre il singolo “Mr Maniaco” anticipa un lavoro nato tra live, presa diretta e un’indagine narrativa su corpo, sguardo e identità.
Dopo un esordio che ne aveva delineato i contorni tra le realtà emergenti più osservate della scena indipendente italiana, Filospada inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico con Il linguaggio dei serpenti, secondo album in uscita il 15 maggio per Bradipo Dischi. Il progetto, originariamente concepito come espressione solista di Filippo Spada, si presenta ora in una configurazione stabile di band, con l’ingresso di Jacopo De Donà alla batteria ed Emanuele Malfatti al basso.
Il cantautorato di matrice punk che caratterizzava gli esordi si consolida in una forma più compatta e stratificata, mantenendo intatta una tensione interna che si manifesta in un’attitudine disincantata, solo apparentemente dimessa. La componente lo-fi resta una cifra estetica riconoscibile, mentre il lavoro sulle dinamiche collettive contribuisce a una maggiore definizione del suono, ora più coeso e calibrato.
Il linguaggio dei serpenti di Filospada prende forma nell’arco di due anni di attività dal vivo e si sviluppa a partire da una concezione fortemente legata alla dimensione performativa: i brani sono stati costruiti e rodati sul palco, per poi essere incisi in larga parte in presa diretta. Questo approccio restituisce una materia sonora essenziale, attraversata da imperfezioni controllate che diventano parte integrante del linguaggio.
All’interno di questa cornice, la scrittura si articola in una direzione più consapevole, pur mantenendo un impianto irregolare e una propensione all’ellissi narrativa. Le canzoni si muovono tra immagini oblique e frammenti di racconto, con una componente surreale che affiora nella costruzione delle situazioni e nella gestione del dettaglio. Ad anticipare il nuovo lavoro è Mr Maniaco, primo estratto che introduce alcune delle coordinate tematiche dell’album. Scritto nell’estate del 2023, il brano si sviluppa a partire dalla figura di un uomo che osserva dal balcone, per articolarsi in una riflessione sul corpo, sulla sessualità e sulla relazione con lo sguardo altrui.
La figura evocata nel titolo assume una funzione ambivalente, oscillando tra dimensione concreta e valore simbolico, e si inserisce in una struttura che procede per accumulo e progressiva esposizione. Il percorso del brano di Filospada conduce a un esito in cui la sottrazione diventa elemento risolutivo, attraverso un processo di rimozione che investe tanto il piano fisico quanto quello psicologico.




