Dal 15 al 29 marzo concerti, spettacoli, incontri e musica diffusa nel centro storico, nell’ambito del Monza Music Meetings 2026: la quarta edizione della rassegna ideata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana e a Musicamorfosi esplora il rapporto tra suono, spazio urbano e trasformazione culturale.
Dal 15 al 29 marzo la città di Monza torna ad accogliere la rassegna Monza Music Meetings, manifestazione giunta alla sua quarta edizione e dedicata al dialogo tra musica, comunità e trasformazione culturale. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi, in collaborazione con il Comune di Monza e con il contributo di istituzioni e realtà del territorio, la rassegna propone un calendario articolato di concerti, spettacoli, incontri e interventi musicali diffusi nello spazio urbano.
L’edizione 2026 si sviluppa attorno a una riflessione sul suono come strumento di relazione e consapevolezza collettiva, ponendo la musica al centro di un processo di rigenerazione culturale e partecipazione pubblica. Il programma intreccia repertorio storico e creazione contemporanea, musica sacra e sperimentazione, coinvolgendo artisti affermati e nuove generazioni. L’iniziativa si rivolge a un pubblico ampio e diversificato – dai bambini agli appassionati di musica colta – e attraversa diversi luoghi simbolici della città, dagli spazi monumentali agli istituti culturali fino alle vie del centro storico.
Il programma di Monza Music Meetings 2026
Tra i momenti più significativi del calendario si colloca il concerto “Cantus in Memoriam Benjamin Britten”, in programma il 16 marzo presso il Duomo di Monza. Protagonista l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, con la partecipazione del baritono Giacomo Nanni, della violista Maria Cecilia Villani e dell’oboista Daniele Arzuffi. Il programma costruisce un itinerario musicale che attraversa quattro secoli di storia, accostando pagine di John Dowland, Benjamin Britten, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach.
L’apertura è affidata alla celebre pavana Flow My Tears di Dowland nella trascrizione per orchestra da camera curata da Pagano, cui segue Lachrymae, op. 48 di Britten, variazioni per viola e archi costruite sul tema rinascimentale di Dowland. Il percorso prosegue con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten di Pärt e si conclude con la cantata Ich habe genug, BWV 82 di Bach, pagina composta nel 1727 per la Festa della Purificazione di Maria e centrata su una meditazione musicale attorno al tema della morte e della dimensione spirituale del commiato.
Altro appuntamento centrale della rassegna è il concerto “Notre Dame di Monza”, previsto il 25 marzo sempre nel Duomo cittadino. Protagonista sarà il compositore e organista francese Thierry Escaich, figura di primo piano della musica contemporanea europea, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi e organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame. Il concerto si inserisce in un progetto artistico e formativo più ampio promosso dall’Accademia Musicale Chigiana, che dal 2025 ha affidato a Escaich il corso estivo di alto perfezionamento dedicato all’improvvisazione organistica, riportando in vita uno storico insegnamento della scuola organistica internazionale.

Un evento che attraversa gli spazi della città
La programmazione si estende anche agli spazi della Reggia di Monza, in particolare al Teatro di Corte, dove si svolgeranno alcuni degli appuntamenti delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. L’apertura, il 15 marzo, è affidata allo spettacolo per famiglie Differenzio e Ricicletta, dedicato alla sensibilizzazione sul tema del riuso e della sostenibilità ambientale. Attraverso musica, giochi e narrazione, la produzione si rivolge in particolare al pubblico dei più giovani e alle scuole.
Il 20 marzo sarà invece la volta della compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha, le cui opere si collocano in equilibrio tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk nordiche. Nelle sue composizioni Warpeha utilizza strumenti ad arco – tra cui l’Hardanger d’amore, variante del violino norvegese – e la propria voce, sviluppando un linguaggio musicale basato su forme cicliche, elasticità ritmica e suggestioni provenienti dal folklore scandinavo.
Il giorno successivo, in occasione dell’International Early Music Day, Monza Music Meetings 2026, al Teatro di Corte, ospiterà Happy Bachday!, doppio concerto dedicato al repertorio barocco con i solisti Donatella Gibboni, Tommaso Maria Maggiolini e Nicolò Pellizzari insieme all’Orchestra Canova, impegnati nell’esecuzione di concerti di Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi. Il 22 marzo il palcoscenico sarà invece occupato dal progetto Twelve Strings, incontro musicale tra i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio, con un programma che attraversa repertori antichi, musica classica e tradizioni popolari.
Non solo concerti: la musica invade le strade
Accanto agli eventi concertistici, la rassegna prevede anche momenti di musica diffusa nello spazio urbano. Il 28 marzo il centro cittadino sarà animato da interventi musicali nelle botteghe del Carlo Alberto District, in un dialogo tra commercio, cultura e vita urbana che coinvolgerà l’intera giornata. L’iniziativa segnerà inoltre l’apertura di un nuovo spazio di accoglienza cittadino, l’Ostello del Carrobiolo.
La conclusione dei Monza Music Meetings, il 29 marzo, sarà affidata alla conversazione culturale “Note ribelli”, incontro dedicato alla riflessione sui processi che stanno dietro alla produzione musicale e alle strategie culturali contemporanee. Al dialogo prenderanno parte Cecilia Balestra, direttrice di Milano Musica, Stefano Jacoviello dell’Accademia Musicale Chigiana e Ambra Redaelli, presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano. La conversazione, moderata da Marianna Musacchio, affronterà il tema dell’educazione all’ascolto come pratica culturale condivisa e come strumento di costruzione di una società più consapevole e inclusiva.





