Con il primo singolo pubblicato per INRI Records/Metatron, Gommarosa offre un paesaggio sonoro notturno, dove drum machine essenziali, glitch e atmosfere minimali disegnano il deserto di una città silenziosa, esplorando l’inquietudine e la ricerca di sé tra luci artificiali e prime luci dell’alba.
Milano si svuota e diventa deserto nell’osservazione di Gommarosa, progetto musicale di Maddalena Rivoltella, con il suo nuovo singolo “Sahara” disponibile su tutte le piattaforme digitali. Il brano segna il debutto dell’artista con INRI Records/Metatron e apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico, dove elettronica, introspezione e narrazione visiva si fondono in un’esperienza sensoriale completa.
In “Sahara”, la città inghiottita dalla notte si trasforma in un deserto, un paesaggio interiore dove la sete diventa guida del vagare tra luci artificiali e lontane stelle. Gommarosa racconta il momento in cui ci si confronta con il vuoto, la mancanza di certezze e la difficoltà di trovare risposte. Il singolo esplora così una resa dolceamara, sospesa tra smarrimento e attesa dell’alba, quando la luce calda inizia a filtrare tra le ombre.
“Sahara” nasce da un’osservazione che ha permesso di portare a galla uno stato d’animo per me difficile da esprimere a parole: la passività di fronte ad una situazione infelice, la stanchezza che spegne ogni reazione e lascia spazio alla malinconia
La produzione dei DEMONA costruisce un paesaggio sonoro avvolgente, in cui minimalismo, glitch e drum machine essenziali si intrecciano a una voce magnetica e ipnotica. In questo spazio sospeso, l’ascoltatore viene guidato attraverso un deserto emotivo dove immagini e punti di riferimento si sfumano sotto il peso dei sentimenti.
Il comparto visivo, curato da Martina Caldarola, riflette questa tensione interiore: le immagini sovrappongono e mescolano la figura di Gommarosa a luci, palazzi e a sé stessa, immersa in una luce calda e dorata, simbolo di introspezione e di una ricerca costante di equilibrio tra vulnerabilità e resilienza.
Gommarosa, voce ariosa e progetto fondato da Maddalena Rivoltella, utilizza l’elettronica come strumento di deformazione e restituzione dell’interiorità: la sua musica, come il nome suggerisce, è gomma capace di modellarsi e ritrovare la propria forma originaria, mentre la rosa richiama infanzia, dolcezza e innocenza, con cui l’artista si pone nel mondo e nel dialogo con l’ascoltatore.




