Annunciato dalla voce di Vinicio Capossela, il nuovo singolo dei Patagarri arriva anche su YouTube con un videoclip che accompagna un testo che attacca direttamente il “Made in Italy” contemporaneo e infiamma la polemica sul ruolo dell’industria bellica in Italia.
Con un annuncio a sorpresa affidato alla voce di Vinicio Capossela, i Patagarri presentano ora il videoclip ufficiale de La bomba intelligente, nuovo singolo pubblicato lo scorso venerdì ed ora disponibile su YouTube. La band-rivelazione delle ultime edizioni di X Factor è da sempre attenta a intrecciare linguaggio musicale, scrittura e riflessione civile, e questa nuova pubblicazione ne conferma lo stile musicale, ma soprattutto la direzione in termini di contenuti e messaggi.
La bomba intelligente è infatti una riflessione esplicita e corrosiva sul paradosso del “nuovo Made in Italy”, raccontato attraverso un ribaltamento simbolico dell’identità culturale nazionale. Nel testo che accompagna l’uscita, firmato dalla band, l’Italia non è più evocata come patria della poesia, della cucina e della tradizione melodica, ma come protagonista di un’economia che individua nel comparto bellico uno dei propri settori trainanti. «All’estero non assaggeranno più i nostri piatti tipici, ma il nostro piombo. Non ascolteranno più il bel canto dell’opera, bensì l’inconfondibile colonna sonora dei nostri cannoni», si legge nella nota.
È ufficialmente tramontata l’epoca in cui l’Italia veniva ricordata nel mondo come patria dei poeti, del buon cibo e delle canzoni d’amore. Oggi, finalmente, le vere aziende trainanti della nostra economia appartengono al settore bellico. All’estero non assaggeranno più i nostri piatti tipici, ma il nostro piombo. Non ascolteranno più il bel canto dell’opera, bensì l’inconfondibile colonna sonora dei nostri cannoni. Un restyling dell’immagine nazionale che guarda al futuro con decisione… e con artiglieria pesante.
Nel testo di presentazione, i Patagarri costruiscono una narrazione volutamente paradossale, che elenca con precisione i presunti successi di un’Italia proiettata verso un futuro “scoppiettante”, in cui l’aumento delle esportazioni di armi viene descritto come risultato collettivo, sostenuto tanto dalle istituzioni quanto dall’inazione dei cittadini. I riferimenti ai principali teatri di guerra contemporanei — dall’Ucraina alla Palestina, dallo Yemen alla Siria fino al Sudan — vengono inseriti come dati di un racconto che mette in relazione economia, responsabilità e conseguenze concrete.
È un processo ancora lungo, certo, ma portato avanti con dedizione da moltissime persone instancabili. Non c’è spazio per ringraziarle tutte, ma un ringraziamento speciale va al nostro incredibile governo, azionista di maggioranza di Leonardo S.p.A., e soprattutto a noi: ogni onesto cittadino che, non ribellandosi, sostiene con compostezza l’industria bellica, contribuendo all’aumento delle esportazioni di armi italiane in ogni angolo del pianeta.
La bomba intelligente si chiude idealmente su un’immagine estrema: l’auspicio, espresso con evidente ironia, di un’arma definitiva capace di rendere inutili tutte le altre guerre. Una pace “finale” ottenuta attraverso l’ultima esplosione, che diventa sintesi del cortocircuito etico su cui il brano costruisce il proprio senso. La dedica conclusiva dei Patagarri è rivolta a chi ha tratto profitto da un’industria che produce distruzione, senza confrontarsi con gli effetti reali del proprio operato: morte, terrore, annientamento.
Le armi italiane sono ormai presenze fisse nei teatri più importanti del mondo: Ucraina, Palestina, Yemen, Siria e persino Sudan. Un successo globale che pochi settori possono vantare. Alla luce di questi straordinari progressi della nostra ruggente Italia, lanciata verso uno scoppiettante futuro, non possiamo che augurarci di riuscire a costruire al più presto una bomba così potente da rendere inutili tutte le altre guerre. La pace definitiva, insomma, ottenuta con l’ultima esplosione. Questo brano è dedicato a tutti coloro che hanno passato la vita a guadagnare da un business che la vita la toglie, senza mai guardare in faccia i veri risultati del proprio lavoro: morte, terrore e distruzione.




