Geolier pubblica oggi “Tutto è possibile”, quarto e atteso album nella carriera del rapper partenopeo, che presenta un disco di grande maturità, muovendosi tra fotografie generazionali e personali, con la “benedizione” di Pino Daniele.

Che ne sai se domani vinci anche tu?“. A volte aggrapparsi a questa immagine, a questa speranza, può salvare la vita. Quel lampo di luce che arriva per squarciare il buio, che sta nell’anima e tutto intorno. Una speranza, una fotografia – non a caso – che campeggia in tutto il disco di Geolier, il quarto della sua carriera: “Tutto è possibile“, uscito oggi per Atlantic Records e Warner Music. Venticinque anni, ma la testa di un uomo già solido, centrato, maturo, che in questo nuovo lavoro pone un nuovo checkpoint, consegnandoci forse il disco migliore della sua produzione – fino ad oggi.

Simbolica è l’apertura di questo progetto, scandita dall’inconfondibile voce di Pino Daniele. Grazie al figlio Alessandro, che ha aperto l’archivio di famiglia al cospetto del rapper napoletano, ricco di materiale inedito e canzoni che mai avevano visto la luce prima d’ora, troviamo all’inizio della tracklist la traccia che dà nome al disco, “Tutto è possibile“, che rappresenta molto più di un feat. postumo: una benedizione a tutti gli effetti. Non un passaggio di testimone, sia chiaro, ma un ponte ideale tra due anime di Napoli che comunicano più che mai, oltrepassando confini spazio-temporali, riscoprendosi uguali, figlie dello stesso sangue e dello stesso amore per la terra che vive all’ombra del Vesuvio.

Parlando con Emanuele ho scoperto l’uomo dietro l’artista. La sua visione, il suo cuore. Lì ho cominciato ad aprire qualche cartella in più e alla fine gli ho lasciato l’hard disk, gli ho detto “prendi ciò che vuoi”. Nessuno conosceva questo bravo, e quando ho schiacciato play, è successo qualcosa. Quella frase che suona nel pezzo, “Tutto è possibile“, ha fatto scattare la scintilla.

Sia chiaro come “Tutto è possibile” – venendo all’aspetto più “completo” di questo progetto, che non si limita certo alla traccia d’apertura – si tenga ben distante da qualsivoglia forma di slogan. Si tratta invece del manifesto di un percorso artistico e umano che parte dalla dimensione della strada e approda a una scena ormai pienamente internazionale. Fa ciò abbracciando la memoria musicale napoletana, il rap contemporaneo, l’urban globale, il peso del successo e il rapporto con le proprie origini. L’incertezza generazionale, le paure di un mondo devastato.

La tracklist si sviluppa in sedici brani, alternando momenti di introspezione – il lato più identitario di questo nuovo corso dell’opera di Geolier – a tracce più dirette, mantenendo una forte coerenza che si evidenzia soprattutto nei temi. In “Sonnambulo“, “Desiderio” e “Un ricco e un povero” emerge una scrittura che guarda alla quotidianità e alle sue fratture, mentre brani come “Facil facil”, “1H” e “P forz” – forse tra i più personali del disco – affrontano il tema dell’esposizione pubblica, della pressione costante e della perdita di intimità che accompagna il successo.

Di prestigio è inoltre il parterre di ospiti, che oltre a Pino Daniele, si arricchisce di nomi di primo livello della scena urban e rap contemporanea (Sfera Ebbasta e Anna in “Due giorni di fila” e Kid Yugi in “Olè“, giusto per citarne qualcuno), oltre al grande respiro internazionale che ha portato “Phantom“, in duetto con 50 Cent. Uno dei singoli di lancio di questo lavoro, che di certo aggiunge spessore allo storico di Geolier, anche se i punti di luce di “Tutto è possibile” restano comunque altri, come “Fotografia“, singolo che ha aperto la strada di questo nuovo corso, e in “A Napoli non piove“, degna conclusione del capitolo.

Tutto e possibile cover

Un album, questo, che arriva in un momento centrale della carriera di Geolier, che negli ultimi anni ha consolidato una presenza costante ai vertici delle classifiche e una dimensione live sempre più ampia e travolgente. Il 2026, infatti, lo vedrà protagonista del GEOLIER STADI 2026, una serie di concerti che porteranno il nuovo album e l’intera discografia del rapper negli stadi italiani: dalla data zero del 6 giugno a Termoli, passando per Milano (San Siro, 13 giugno), Roma (Stadio Olimpico, 19 giugno) e Messina (23 giugno), fino alla chiusura con tre date consecutive allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, tutte già sold out il 26, 27 e 28 giugno.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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