Al Festival di Sanremo 2026 ci sarà anche Levante, in gara con il brano “Sei tu”. Attenzione: si tratta del titolo con maggiore “storia” tra quelli dell’edizione prossima. Un titolo passato già quattro volte sul palco dell’Ariston. Riscopriamo insieme quelle partecipazioni.
Stefano Borgia prima, in un girone “terra di mezzo” per i big “ancora non-big”, poi Syria, in una partecipazione che la spinse in alto nel pop italiano di fine anni ’90. Seguirono i Matia Bazar, in un’avventura poco fortunata in Riviera, poi Fabrizio Moro, vincendo un riconoscimento per il testo. Il titolo “Sei tu” tornerà a fare capolino sul palco del Festival di Sanremo nel 2026, per mano di Levante, prossima alla sua terza volta all’Ariston. Un titolo che però ha già una sua storia su quel palcoscenico, essendoci passato già quattro volte attraverso rispettivi interpreti, con sorti alterne. Scopriamole insieme.
1989. Stefano Borgia sfiora il colpaccio
Sanremo 1989. È il festival dei “Figli di”, degli strafalcioni, delle polemiche, delle belle canzoni. È il festival del grande ritorno di Mia Martini, splendente con “Almeno tu nell’universo“, è il festival vinto dalla coppia Leali-Oxa con la celeberrima “Ti lascerò“. È anche il festival in cui, per la prima volta, ci sono ben tre categorie in gara: oltre a quelle dei big e delle nuove proposte, figura anche quella degli emergenti. Una “terra di mezzo” per quegli artisti magari già passati per le nuove proposte, ma che così tanto nuove non erano più, e che al tempo stesso non erano sufficientemente affermate per sostenere la categoria big.
In questa categoria, tra gli otto in lizza, c’era anche Stefano Borgia, cantautore che – spalla a spalla con Toto Cutugno – scrive una canzone condividerà la sorte del suo co-autore: secondo classificato. Il brano s’intitola appunto “Sei tu” ed è la prima volta che questo titolo dà traccia di sé al festival. La canzone, dalla tematica amorosa su una storia difficile ma segnante, arriverà alta nella gara, mancando la vittoria di poche manciate di voti – a vincere fu Paola Turci con “Bambini” – ma senza assicurarsi un successo nelle vendite.
1997. Il grande exploit di Syria
Sanremo 1997. Dopo aver vinto tra le nuove proposte l’anno precedente, Syria si presentò per la prima volta tra i “grandi”. Per lei l’autore del brano vincente l’anno precedente, Claudio Mattone, scrive insieme ad Alberto Salerno quella “Sei tu” che le permise di ottenere il suo secondo podio consecutivo in Riviera, anche se sul gradino più basso. La canzone, molto melodica rispetto alle sonorità che maggiormente sono rimaste nella storia della cantante, ottenne un ottimo riscontro radiofonico, sostenendo la promozione dell’album L’angelo.
In un’edizione come quella del 1997, divorata da feroci polemiche per la vittoria a sorpresa dei Jalisse su proposte ben più quotate come quelle di Anna Oxa e soprattutto Patty Pravo (“E dimmi che non vuoi morire“, premio della critica), Syria riuscì a piazzare uno dei brani ai posteri più ricordati di quell’annata. Un momento di luce per la storia del titolo “Sei tu“.
2012. I Matia Bazar vengono eliminati prima della finale
Sanremo 2012. Non fu altrettanto un momento di luce per questo titolo la sua terza volta sanremese. Nel secondo Sanremo condotto e diretto da Gianni Morandi, sul palco tornano dopo diverso tempo i Matia Bazar, ancora una volta con Silvia Mezzanotte in qualità di voce, a dieci anni dalla vittoria con “Messaggio d’amore“. La loro “Sei tu” rientrò in un cast colmo di belle canzoni, alcune delle quali cementificate nell’immaginario collettivo come “La notte” di Arisa e “Sono solo parole” di Noemi. Per lo storico gruppo invece, la sorte non fu altrettanto benevola.
Complice il regolamento dell’epoca, che prevedeva una serie di gironi eliminatori – due ne uscivano dopo le prime due serate, altri due nella quarta serata, prima del gran finale – a farne le spese furono anche i Matia Bazar, che vennero esclusi dalla competizione a un passo dalla serata finale. La canzone, incentrata su una storia d’amore vista dagli occhi di una donna – analizzandone soprattutto l’aspetto psicologico – è comunque ancora ricordata dai più affezionati fan della band.
2022. Premio al miglior testo per Fabrizio Moro
Sanremo 2022. Arriviamo all’ultima partecipazione ad oggi “edita” del titolo “Sei tu” al Festival di Sanremo. Tempi recenti, appena tre anni fa – quattro nel 2026 – e per Fabrizio Moro fu la settima volta in gara. La canzone portata dal cantautore si allineava perfettamente alla sua produzione, per intensità e contenuti. Il testo della traccia gli permetterà poi di essere premiato nell’ambito della manifestazione con il Premio Sergio Bardotti al miglior testo, scelto tra tutte le proposte della selezione.
In termini di competizione, la “Sei tu” di Fabrizio Moro si assestò al dodicesimo posto nella classifica dei big, mentre sul piano discografico venne inserita nell’EP “La mia voce” distinguendosi soprattutto nell’airplay radiofonico. A muovere l’artista nella creazione di questa canzone, come lo stesso Moro ha spiegato, è stata un’esperienza personale particolarmente significativa, una riflessione «sul valore salvifico dell’amore».
E cosa sarà nel 2026? Ad oggi sicuramente, tutte le volte che il titolo “Sei tu” è arrivato a Sanremo, il tema cardine è sempre stato l’amore. Conoscendo l’opera di Levante, la sua scrittura e il suo estro, non è da escludere che possa presentarlo declinandolo in un’altra sfaccettatura. Non ci resta che aspettare febbraio 2026.




