Nel 2025 il capolavoro di Dario Argento ha celebrato mezzo secolo di storia: per l’occasione arriva una release speciale firmata Goblin Legacy, tra memoria progressive, nuove stratificazioni sonore e un’edizione in vinile pensata per il collezionismo.
Nel 2025 – più precisamente a marzo – è ricorso il cinquantesimo anniversario di Profondo Rosso, il film con cui Dario Argento ha ridefinito il linguaggio del thriller italiano, imprimendo un segno duraturo nell’immaginario cinematografico e musicale internazionale. A celebrare questa ricorrenza arriva Deep Red – 50th Anniversary, pubblicazione speciale firmata Goblin Legacy che rende omaggio alla celebre colonna sonora dei Goblin attraverso una reinterpretazione concepita nel rispetto dell’opera originaria.
Il progetto è firmato dalla formazione guidata da Maurizio Guarini e Walter Martino, figure storicamente legate al suono del film e alla sua identità musicale. Accanto a loro operano il chitarrista Giacomo Anselmi e il bassista Roberto Fasciani, chiamati a confrontarsi con un repertorio che ha segnato in modo profondo la storia del progressive rock applicato al cinema. L’intento del gruppo è quello di riattraversare i temi di Profondo Rosso mantenendone intatta la riconoscibilità, ma intervenendo con nuove tensioni timbriche e una struttura sonora più densa e stratificata.
Deep Red – 50th Anniversary si presenta come una release curata anche sul piano editoriale: un vinile singolo a 45 giri, disponibile nei negozi di dischi a partire dal 12 dicembre, con pubblicazione digitale prevista nei giorni successivi. Una proposta che sottolinea il valore collezionistico dell’operazione e il legame con il supporto fisico, da sempre centrale nella storia della musica legata al cinema di genere.

Sul piano artistico, la rilettura proposta da Goblin Legacy esplora atmosfere più scure e compatte, accentuando il carattere inquieto della partitura senza recidere il filo con l’impatto originale. Tra gli elementi distintivi di questa edizione figurano la partecipazione di Phil Anselmo, presenza che introduce una componente vocale aspra e incisiva, e l’inserimento di linee affidate a una voce di soprano, che ampliano il registro espressivo del lavoro.
Il risultato è un progetto che si colloca tra tributo e rilettura, concepito come un ritorno consapevole al cuore sonoro di Profondo Rosso. Un percorso che mette in relazione passato e presente, affidato a musicisti che di quell’esperienza conservano una diretta continuità artistica, e che riporta al centro uno degli universi musicali più riconoscibili del cinema italiano.




