Con il singolo “Mattone”, Angelica Bove — tra i 24 protagonisti di Sanremo Giovani 2025 — consegna un racconto intimo sul lutto e la ricostruzione della voce, accompagnato da un videoclip firmato Brando Bartoleschi e prodotto da Image Hunters.
Angelica Bove presenta Mattone, singolo che la colloca ufficialmente tra i ventiquattro finalisti di Sanremo Giovani 2025 e che è immediatamente accessibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali. Il brano è accompagnato dal videoclip diretto da Brando Bartoleschi e prodotto da Image Hunters, supporti visivi che amplificano la dimensione narrativa del pezzo senza sovrapporsi alla sua sostanza emotiva.
Mattone si svolge come un canto di introspezione: la composizione mette al centro il peso delle emozioni e la necessità di fare i conti con il dolore, tematizzando la fragilità dei momenti più osceni della vita e la lenta, faticosa rieducazione della voce. Nelle parole dell’artista — che dedica il pezzo al «peso insopportabile di due lutti importanti» — il testo assume valore di cronicizzazione del trauma e di diario di una sopravvivenza che passa attraverso la perdita e, progressivamente, la riscrittura di sé.
La dichiarazione personale di Angelica Bove — «mi ha strappato la voce, ma che col passare del tempo me l’ha riscritta, facendomi morire e poi rinascere» — costituisce l’asse tematico che orienta l’intera traccia, offrendo all’ascoltatore una chiave interpretativa netta e coerente.
Il dolore non è mai più grande della bellezza di vivere ma soprattutto il dolore non è una battaglia: è un’ occasione per celebrare la vita oltre ogni cosa, perché ne vale la pena, sempre.
Angelica Bove impiega un registro che alterna momenti di graffiante immediatezza a passaggi più misurati e sfumati: il timbro, descritto come profondo e graffiante, funge da strumento espressivo capace di tradurre in suono le variazioni dell’interiorità. La scrittura testuale privilegia la concretezza delle immagini emotive. L’equilibrio fra delicatezza melodica e piglio grintoso, richiamato nelle note di presentazione, contribuisce a delineare un’atmosfera che punta sulla sincerità dell’esecuzione.
Il videoclip, curato da Brando Bartoleschi, si presenta come estensione visuale del dispositivo emotivo del brano: la regia valorizza la dimensione intimista, proponendo immagini che rimandano al concetto di peso e accumulo — metafore visive che dialogano direttamente con il titolo e la narrazione testuale.
Il percorso di Angelica Bove, descritto come orientato a una ricerca espressiva continua, trova in questo brano un punto di convergenza fra esperienza biografica e linguaggio musicale, offrendo al pubblico un testo in cui è possibile ritrovare risonanze individuali senza sacrificare chiarezza narrativa.
Testo di “Mattone” di Angelica Bove
Autori: Matteo Alieno, Federico Nardelli
Etichetta: Warner
Dicono che per amare serve stare bene da soli
Di non accontentarsi pur di rimanere insieme da fuori
Noi ci somigliamo come i cani coi padroni
Ma non ci capiamo come figli e genitori
Mi prendo un altro po’
Troppe informazioni che mi confondono
Quanta pioggia ancora cadrà
Per un po’ di pace in queste giornate
So che prima o poi passerà
L’ha detto il dottore che mi devo abituare
A stare male in modo normale
Come tutte le altre persone
A stare malе in modo normale
Come tutti gli altri
E ritornare a vivеre
Dicono che per odiare serve litigare
Servono parole dette bene
Io che mi ritrovo sempre a dire cattiverie
Fino a tre non riesco mai a contare
Perdo la pazienza come perdo le occasioni
Sono treni così lontani
Aspetto ancora un po’
Troppe direzioni possibili
Quanta pioggia ancora cadrà
Per un po’ di pace in queste giornate
So che prima o poi passerà
L’ha detto il dottore che mi devo abituare
A stare male in modo normale
Come tutte le altre persone
A stare male in modo normale
Come tutti gli altri
E ritornare a vivere
Dicono che porto un peso
Che per me è un mattone
Ma un mattone serve a costruire




