Tra introspezione e impegno civile, la cantautrice romana Alice Caronna firma un brano che riflette sul valore del lavoro e sul tempo come misura esistenziale, nato all’interno del prestigioso progetto Music For Change – Musica contro le mafie.
Con “Non c’è tempo”, disponibile da venerdì 10 ottobre in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali per Musa Factory e Believe Distribution, Alice Caronna torna a indagare con lucidità e sensibilità il rapporto tra individuo e realtà sociale. Il nuovo singolo, scritto dalla stessa artista e prodotto da Edoardo Bruni, Rosario Canale e Taketo Gohara, nasce all’interno della fase Sound Village del Music For Change 16th Award, uno dei più rilevanti riconoscimenti europei dedicati alla musica a sfondo civile, promosso da Musica contro le mafie.
La canzone si origina da una ferita collettiva: la precarietà del lavoro, con il suo carico di incertezza, alienazione e smarrimento identitario. Al centro del testo, la frase “se la mia vita è solo il mio lavoro, sono già morto” diventa l’asse portante di un dialogo interiore che si apre a una riflessione più ampia sul senso del tempo, della dignità e della libertà personale. Non c’è spazio per la rassegnazione: il brano trasforma la malinconia in una forma di resistenza emotiva, un invito a fermarsi, respirare e riconoscere il valore intrinseco della propria esistenza.
L’apertura con i suoni di un cantiere – concreti, metallici, quotidiani – stabilisce fin da subito un ponte tra la realtà tangibile e la dimensione simbolica del lavoro. Su questa base, la voce di Alice Caronna si fa strumento di verità e prossimità, restituendo la densità di una condizione condivisa da molti. Il risultato è una canzone diretta e autentica, capace di coniugare racconto personale e istanza collettiva, dove il linguaggio cantautorale si intreccia con una produzione sonora contemporanea e curata nei dettagli.
Il brano è stato mixato e masterizzato da Filippo Passamonti (VDSS Studio) e Rosario Canale per Musica contro le mafie, con fotografie firmate da Lorenzo Ficini e artwork a cura di Fulcro Lucem.
Parallelamente al nuovo singolo, Alice Caronna prosegue un percorso di crescita artistica e di riconoscimenti nel panorama della nuova musica d’autore italiana. Dopo la vittoria del Premio Nuovo IMAIE al concorso Martelive 2022 e la pubblicazione dell’album “In piedi” (Pioggia Rossa Dischi, 2023), l’artista è finalista in numerosi concorsi di rilievo, tra cui Music For Change, L’artista che non c’era e Premio Lunezia 2025, dove si è distinta anche per la miglior interpretazione e il miglior testo in varie rassegne.
Nel corso della sua carriera, Alice Caronna ha condiviso il palco con artisti come Giancane, Emma Nolde, Galeffi, Willie Peyote, Ex Otago, Meg, Bambole di Pezza e Giorgieness, consolidando una presenza scenica autentica e comunicativa. Attualmente è impegnata nella realizzazione del terzo album in studio, anticipato dai singoli “DDL” e “L’uomo dei cerchi azzurri”, in uscita nei prossimi mesi.
Testo di “Non c’è tempo” di Alice Caronna
Autori: Alice Caronna
Io mi chiamo Bruno
Il mio lavoro mi piace da matti te lo assicuro
Ma c’è una cosa che al sicuro non è
Te lo giuro
E se proprio vuoi sapere quale è
È il mio culo
Con gli altri faccio il duro
Fingo che non mi importa del salario
Basta che mi permette di tornare da lei
Vorrei solamente stare un pomeriggio tra noi
Ma non c’è tempo
Se i miei giorni li passo a costruire il bene di qualcun altro
E non c’è scampo
Se la mia vita è solo il mio lavoro, sono già morto
Io mi chiamo Giulia
Andare in ufficio oramai mi fa paura
Prima con i commenti era una tortura
Figuriamoci adesso che in pancia ho una creatura
Ma non c’è tempo
Se i miei giorni li passo a costruire il bene di qualcun altro
E non c’è scampo
Se la mia vita è solo il mio lavoro, sono già morto
Neanch’io capisco più chi sono al di fuori del mio ruolo, cerco spazio e un po’ di pace ma non sono
capace di trovare la mia essenza naturale, io vorrei solo cantare lalalalala
Ma non c’è tempo
Se i miei giorni li passo a costruire il bene di qualcun altro
E non c’è scampo
Se la mia vita è solo il mio lavoro, sono già morto
E vorrei solo tornare a casa
Stringerti e dirti che è andata bene anche questa giornata
Ma tu già dormi
Oh poveri noi schiacciati dal tempo
Parlo con i miei di come mi sento
Mi dicono tieniti stretta il tuo lavoro vero
Che a giocare non si cresce mai per davvero




