Il duo cremonese Satantango, formato da Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi debutta il 26 settembre con un brano intenso e stratificato, specchio di una generazione segnata da disillusione e memoria condivisa.
Uscirà venerdì 26 settembre per Dischi Sotterranei 9.11, il singolo d’esordio dei Satantango, duo composto da Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi. Un brano che si presenta come un autentico manifesto poetico e musicale, capace di intrecciare intimità personale e memoria collettiva, in una scrittura che scava tra nostalgia, disincanto e lucida consapevolezza.
Dalle prime battute, una voce distorta e morbida, quasi sussurrata, accompagnata da una chitarra elettrica doom dalle tinte scure, introduce un’atmosfera cupa e notturna. La canzone trasporta l’ascoltatore nel cuore della provincia, quella stessa provincia che ha visto nascere e crescere i Satantango: un luogo che, pur nelle sue peculiarità, si fa universale, perché ogni periferia racchiude tratti comuni, sospesi tra fuga e radicamento.
Interamente scritta, composta e prodotta dal duo, 9.11 procede con un andamento slow-core nelle strofe, per poi esplodere in un ritornello dalle suggestioni dream pop e shoegaze. Il racconto si snoda tra frammenti di adolescenza e giovinezza: il treno all’alba, i conflitti familiari, le manifestazioni, le feste notturne, i rapporti che si consumano nella segretezza. Una narrazione che alterna ironia e malinconia, delicatezza e disillusione, con lo sguardo rivolto a questi “Ruggenti Anni Venti”, evocati con amara dolcezza.
Il perno concettuale del brano è il ricordo dell’11 settembre, punto di frattura generazionale e metafora di una caduta collettiva. A distanza di quasi venticinque anni, quella data resta marchiata come un trauma comune, spartiacque tra un mondo che non c’è più e un presente disilluso, fragile e complesso. Un tema che i Satantango affrontano senza enfasi, ma con la capacità di trasformare il vissuto personale in memoria condivisa.
Il singolo anticipa il primo album del duo, previsto per l’autunno, che verrà pubblicato per Dischi Sotterranei con la collaborazione di Sony Music Publishing. Il debutto live dei Satantango è fissato per sabato 27 settembre al Mattatoio di Roma, in occasione dello showcase di Dischi Sotterranei a Ultra Ref, il “festival nel festival” di Romaeuropa Festival dedicato alla creatività emergente.
I Satantango nascono nella provincia cremonese, tra nebbia e prefabbricati, scegliendo come nome un omaggio all’omonimo film ungherese del 1994. Il progetto di Ottoboni e Soldi nasce dall’urgenza di raccontare le contraddizioni di una generazione, fondendo suono crudo e scrittura immaginifica. Tra dark, alternative, shoegaze e progressive, il duo restituisce un ritratto musicale intriso di romanticismo e ironia, di nostalgie sospese e atmosfere dense, con un approccio do it yourself che unisce spontaneità e stratificazione artistica.
Testo di “9.11” di Satantango
Autori: Satantango
Etichetta: Dischi Sotterranei
Stasera ho voglia di niente
Stasera ho voglia di gente
Restarci in mezzo in silenzio
Fare da pavimento
Respirare un momento
Ti ha visto entrare qualcuno?
Qui non ci sente nessuno
Sono tutti sorridenti
Io col sangue tra i denti
Andiamo via a fari spenti
Ma ti ricordi l’undici settembre
Mia madre che piangeva e io non capivo niente
Il treno delle sette fuori è ancora notte
Quando arriva l’autunno tu baciami forte
Le manifestazioni sotto le finestre
Ti scatto foto quando sei in disparte
Tutte le coincidenze noi le abbiamo perse
Non resta niente solo quello che è importante
Lo dicevi tu
Uuh
Sono i ruggenti anni Venti
Uuh
Love you baby
Quasi come tanti anni fa
Stasera andiamo lontano
Guida finché non buchiamo
Domani è un anno che hai detto
Un altro anno e poi smetto
Adesso torniamo a letto
Ma ti ricordi l’undici settembre
Tuo padre di te non ha mai capito niente
E poi si chiede perché sei così distante
Non ci sentiamo a casa da nessuna parte
Le manifestazioni non servono a niente
Ho vomitato alla corsa campestre
Bruciamo casa e torniamo nelle foreste
Tanto Milano è buona solo per le feste
Lo dicevi tu
Uuh
Sono i ruggenti anni Venti
Uuh
Love you baby
E adesso portami via di qua
Sono i ruggenti anni Venti
Uuh
Love you baby
È un altro primo dicembre
E non ci sono le stelle




