Dal 26 settembre disponibile su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Provinciale, che anticipa l’EP “Momento sbagliato” in uscita a novembre 2025.
Con Giorni contati, in uscita il 26 settembre, Provinciale torna a farsi interprete di una generazione che vive il tempo come un debito crescente, tra giornate che si ripetono e la percezione di averne già sprecate troppe. Tre minuti essenziali e intensi, capaci di condensare il senso di precarietà e di rinvio che caratterizza il quotidiano contemporaneo.
Il brano porta la firma di Alessandro Luisi, Francesco Palumbo e Simone Sproccati (anche in veste di produttore insieme a Heysimo) e nasce da una scrittura a quattro mani con Francesco Paone. La trama musicale si costruisce sull’alternanza tra chitarre acustiche e synth dal tono notturno, una combinazione che restituisce atmosfere ideali per l’ascolto in cuffia, nel silenzio di un rientro da viaggio o nel flusso ripetitivo di una giornata qualunque.
Il testo, asciutto e concreto, sceglie la via della lucidità piuttosto che della retorica, come dimostra la frase: “Un punto debole può diventare esclamativo”. Il ritornello, netto e incisivo – “Rimandiamo ancora questi giorni contati” – cantato da Provinciale, custodisce il nucleo dell’opera: non l’illusione di fermare il tempo, bensì la volontà di rinviare la resa, trovando senso anche nell’incompiutezza.
Focus on: Provinciale
Classe ’97 e cresciuto in provincia, Provinciale porta nella sua identità artistica il peso e la ricchezza di un luogo che è insieme gabbia e rifugio: da lì si scappa, ma è anche l’unico posto in cui ci si sente davvero a casa. La sua scrittura si nutre di questo doppio sguardo, intrecciando malinconie analogiche e rumori digitali, in una cifra stilistica che affonda le radici nel cantautorato e dialoga con l’urban contemporaneo.
Testo di “Giorni contati” di Provinciale
Autori: Alessandro Luisi, Francesco Palumbo, Simone Sproccati
Etichetta:
In un secondo può
Caderti il mondo addosso
E per tirarlo su
Dovrei scendere fino all’inferno
In un minuto c’è
Poco tempo per restare lucidi
Quante volte ci sentiamo inutili
Come tutti quei parcheggi vuoti
Che aspettano altre macchine
Cerchiamo sempre in tutti i modi
Qualcosa che non c’è
Anche se siamo distratti
Dalle vite degli altri io
Perderò quello che resta
Nei buchi che ho dentro la tasca
E ci scordiamo degli anni
Come facciamo coi sogni io
Prenderò quello che resta
Rimandiamo ancora questi giorni contati
Ho perso il numero
Di tutti i mesi in cui
I pomeriggi sono dilatati
E le mattine sono tutte uguali
Un’ora si può fare schifo
Quando sembra possa andare avanti all’infinito
Non nasconderò mai dietro a un dito
Un punto debole può diventare esclamativo
Anche se siamo distratti
Dalle vite degli altri
Perderò quello che resta
Nei buchi che ho dentro la tasca
E ci scordiamo degli anni
Come facciamo coi sogni
Prenderò quello che resta
Rimandiamo ancora questi giorni contati
Anche se
Il mondo fuori esplode
Prenderò quello che resta
Rimandiamo ancora questi giorni contati




