Con la direzione del maestro David Krakauer e le coreografie di Fredy Franzutti, La Notte della Taranta 2025 registra un +30% di presenze e un picco dell’11% di share su Rai 3. Sul palco ospiti d’eccezione e un messaggio condiviso di pace, identità e futuro.
Melpignano torna a essere il cuore pulsante del Mediterraneo musicale con l’edizione 2025 de La Notte della Taranta, che ha registrato un’affluenza straordinaria, stimata in crescita del 30% rispetto alla scorsa edizione, riportandosi ai livelli delle annate di maggior richiamo. Una piazza vibrante ha accolto la nuova direzione artistica del maestro concertatore David Krakauer, affiancato dalle coreografie di Fredy Franzutti, in un’edizione che ha fuso radici popolari e linguaggi contemporanei.
Sul palco si sono alternati gli artisti dell’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta e il Corpo di Ballo ufficiale della Fondazione, impreziositi da un parterre di ospiti speciali che ha segnato un punto alto nella storia della manifestazione: Giuliano Sangiorgi, Canzoniere Grecanico Salentino, Antonio Castrignanò, Ermal Meta, Tara, Serena Brancale, Settembre e Anna Castiglia. Un parterre capace di restituire la complessità e la vitalità del patrimonio musicale del Sud Italia, proiettandolo in una dimensione globale e inclusiva.

L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 3, con la conduzione di Ema Stockholma, raggiungendo l’8% di share con picchi dell’11% dopo la mezzanotte e una media di 777.000 spettatori collegati. Una copertura capillare ha incluso anche Rai Radio2, RaiPlay e Rai Italia, consolidando la portata internazionale di un progetto che continua a crescere in visibilità e rilevanza culturale.
«Mi sembra che sia stata una bella festa. Una festa popolare», ha dichiarato Massimo Bray, presidente della Fondazione La Notte della Taranta. «Avevamo bisogno di speranza, rispetto, dialogo, pluralità. Ieri sera eravamo tutti sotto lo stesso cielo per condividere un messaggio di pace e provare a ricostruire quel concetto di identità culturale legata al nostro passato». Ora lo sguardo si volge al domani, con la volontà di dare continuità a un progetto che, anno dopo anno, conferma la propria forza come simbolo vivente di un’identità meridionale aperta.




