Dopo il trionfo a Musicultura e il debutto con Non c’è mare, il cantautore siciliano Nico Arezzo reinterpreta “’U pisci spada” e riparte in tour. Un omaggio alle radici, senza perdere lo slancio verso nuove direzioni.
Dalla vittoria a Musicultura 2024 alla reinterpretazione di un classico della canzone d’autore. Nico Arezzo continua a costruire con coerenza e coraggio un percorso musicale che sa essere personale e universale. Il 27 giugno, per Artist First, il cantautore siciliano pubblica la sua versione di ‘U pisci spada, celebre brano scritto da Domenico Modugno nel 1970 e ispirato a una struggente storia vera: due pesci spada legati da un amore indissolubile, spezzato solo dalla morte.
«Era una sera qualunque», racconta Nico, «Avevo voglia di suonare senza schemi. Tra suoni, odori e sapori che mi riportavano a casa, ho incontrato questa canzone. La voce di Modugno mi ha condotto su un peschereccio siciliano, tra reti e attese, in una storia che sentivo mia». Un racconto semplice, sincero, che spiega perfettamente la direzione della sua musica: uno sguardo profondo verso le origini, senza paura di sperimentare con suoni e sensibilità contemporanee.
La cover arriva dopo mesi intensi, tra la pubblicazione dell’album Non c’è mare (maggio 2024) e un calendario fittissimo di live. A sei anni dal debutto al Festival Show e dalle selezioni di X Factor, Nico Arezzo ha trovato la sua voce, il suo ritmo, la sua poetica. Canzoni come Spazzolino e Nicareddu – con cui ha vinto Musicultura – hanno mostrato un artista maturo, capace di tenere insieme delicatezza e ironia, radici e presente.
Nel suo disco d’esordio, il mare è al tempo stesso sfondo e metafora. Non è un caso che la reinterpretazione di ’U pisci spada arrivi adesso: come a chiudere un cerchio aperto proprio con quel titolo, Non c’è mare. Parallelamente, è partito a giugno il Forse c’è un tour, organizzato da Marley Booking, che porterà Nico Arezzo in tutta Italia per tutta l’estate. Un calendario che alterna set acustici e date full band, mantenendo il contatto diretto con il pubblico – dimensione fondamentale per un artista che sul palco è cresciuto.
Dopo aver aperto le tre date siciliane di Laura Pausini lo scorso dicembre, Arezzo conferma il suo posto nella nuova scena cantautorale italiana. E se c’è una cosa che emerge chiaramente dal suo percorso, è che la musica per lui è sempre un ritorno: alle origini, alle emozioni, a sé stesso. In fondo, lo aveva già detto Modugno, e oggi lo ribadisce Nico: certe storie, certe canzoni, certi amori – non muoiono mai.




