Esteticamente potente, pop ben confezionato, ma poco incisivo. Addison Rae c’è, ma il disco d’esordio “Addison” ancora non basta per farne un nome irrinunciabile

Con un battage promozionale che definire imponente è poco, Addison, il primo album di Addison Rae, è arrivato tra hype, estetica levigata e dichiarazioni altisonanti. Tutti gli elementi della nuova icona pop sembrano essere al loro posto: visual impeccabili, collaborazioni glam, produzione curata nei minimi dettagli e un debutto live già da palcoscenici major. Eppure, dopo l’ascolto dell’album, la sensazione è che la confezione brilli più della sostanza.

BELLA COSTRUZIONE, MA POCHE SORPRESE

La tracklist — 12 brani prodotti da Luka Kloser ed Elvira Anderfjärd — scorre senza intoppi, ma anche senza picchi reali. Il disco suona coerente, compatto, professionale: il pop internazionale del 2025 fatto con tutte le carte in regola. Ma è proprio questa perfezione a lasciarci con con un ascolto poco memorabile.

Brani come Diet Pepsi e High fashion mettono in mostra la patina luccicante del progetto: beat levigati, synth liquidi, un’estetica sonora che richiama Charli XCX e Troye Sivan, ma senza la loro capacità di spiazzare o reinventare. Addison Rae sa come muoversi nella scena, questo è chiaro — e in brani come Fame is a gun e Times like these tenta persino incursioni più emotive — ma l’impressione è che tutto rimanga in superficie.

PROTAGONISTA DI UN POP A CACCIA DI IDENTITÀ

Le qualità vocali di Addison Rae sono innegabili: eteree, “nebbiose” come le ha definite il New York Times, ma ancora troppo filtrate per trasmettere una personalità netta. I testi, co-scritti dalla stessa Rae, puntano su cliché pop già battuti: moda, fama, alienazione, estate eterna. Life’s no fun through clear waters prova a cambiare registro, ma la storia non cambia.

A colpire, più dei brani, sono i video e l’impianto visivo del progetto. Addison Rae è prima di tutto una performer, una figura che funziona sul palco e davanti alla camera: basti vedere l’apparizione a sorpresa al Coachella con Arca o il suo contributo al tour SWEAT con Charli XCX e Troye Sivan. Il suo immaginario visivo è solido, curato fino all’ultimo dettaglio. Ma in un disco, l’apparenza non basta.

Addison Rae è, senza dubbio, una delle nuove protagoniste del pop globale. Ha dalla sua un’ottima presenza scenica e un team creativo d’alto livello. Addison è un debutto tecnicamente ben fatto, che dimostra come Rae sia in grado di tenere il passo con le popstar contemporanee. Ma per diventare davvero una voce iconica del pop, servirà qualcosa di più: rischiare, osare, uscire dalla zona di comfort patinata in cui il disco sembra rimanere ancorato. La consacrazione è ancora lontana.

Addison Cover
Valutazione:
★ ★   ☆

Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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