Il ritorno di Antonio Prestieri, in arte Maldestro, si compie tra le mura dell’infanzia, con una ballata che intreccia ricordi, malinconie e verità senza tempo
Dopo un periodo di intensa ricerca personale e artistica, Maldestro è tornato con nuova musica e una nuova visione. Le chiavi di casa, il singolo pubblicato il 6 giugno scorso per l’etichetta indipendente Arealive, rappresenta per il cantautore napoletano un ritorno alle radici, che con tanta umanità mette insieme la delicatezza del folk-pop alla densità di un vissuto che pulsa tra le note e le parole.
Registrato agli storici Auditorium Novecento di Napoli e prodotto dallo stesso cantautore, il brano si apre come una finestra sul passato, in cui il tempo si fonde con la memoria e diventa musica. Le atmosfere acustiche e la scrittura viscerale fanno di questa ballata una riflessione profonda sulla casa come rifugio, come culla di identità, ma anche come luogo simbolico da cui ripartire.
Ho scritto e programmato questo nuovo lavoro tra le mura della mia casa d’infanzia. Un posto che non ha bisogno di spiegazioni, perché ti conosce prima ancora che tu impari a spiegarti. Da lì sono venute fuori canzoni e monologhi impastati di vita vissuta, radici, cicatrici, e verità. È stato come sempre: una montagna russa, un incontro di boxe, una carezza dopo l’amore. Una tempesta quieta. Un confronto con il mondo e con lo specchio
Le chiavi di casa è il primo tassello di un nuovo album previsto per la fine del 2025, che promette di essere il lavoro più personale e maturo della carriera di Maldestro. Un disco che parlerà di appartenenza, tempo, radici e autenticità, mantenendo quella cifra stilistica che da sempre caratterizza il cantautore: schietta, poetica, teatrale.
L’intero nuovo repertorio verrà presentato in anteprima l’8 luglio a Napoli durante il Festival Insuperabili a Villa di Donato, occasione in cui Maldestro riabbraccerà il suo pubblico con la forza e la fragilità che da sempre lo distinguono. Come questa nuova canzone, che ci ricorda come riscoprire la parte di noi più pura, legata ai ricordi, possa rappresentare una salvezza.




