Il nuovo singolo dei Fast Animals and Slow Kids è “Sei ore”: un racconto intimo e viscerale che anticipa un’estate di concerti e connessioni autentiche, tra paesaggi interiori e palchi infuocati

Ci sono canzoni che ti si incastrano dentro senza chiedere permesso. Non servono giri di parole, metafore complesse o produzioni scintillanti: basta un’immagine, un’atmosfera, una verità detta con la voce un po’ rotta. Sei ore, il nuovo singolo dei Fast Animals and Slow Kids, in uscita il 16 maggio su tutte le piattaforme digitali per Woodworm/M.A.S.T./Believe, va proprio in questa direzione.

Si può immaginare perfettamente l’Autogrill sospeso su una sopraelevata vicino Genova, nel pieno di un febbraio tagliente. Il vetro appannato, il mare nero in lontananza, e quella conversazione che non vuoi fare ma che sai di dover affrontare. Sei ore è un frammento di memoria incastonato nel ghiaccio, un momento piccolo ma così preciso da sembrare universale. Perché in fondo, chi non ha mai vissuto un dialogo necessario nel momento sbagliato, sotto occhi estranei che sembrano conoscere qualcosa di te?

I Fast Animals and Slow Kids – Aimone, Jacopo, Alessio e Alessandro – riescono da sempre a prendere questi dettagli minimi e trasformarli in mappe emozionali. Sei ore è esattamente questo: un paesaggio emotivo disegnato con suoni riconoscibili, pieni di energia, malinconia e quella ruvida autenticità che li ha sempre distinti.

Questo singolo anticipa la nuova stagione estiva della band, che a partire dal 23 maggio sarà impegnata nel “Tour Estivo 2025”. Un calendario fitto che li vedrà esibirsi in alcuni dei festival più iconici d’Italia, dal MI AMI al Balena Festival passando per il Sherwood, il Cassandra Fest e il Parco Gondar di Gallipoli. Date che, come da tradizione, si trasformeranno in riti collettivi per una community che è cresciuta insieme a loro e che in ogni concerto trova un rifugio, una festa, o magari un confronto doloroso come quello narrato in “sei ore”.

Fast Animals and Slow Kids
Fast Animals and Slow Kids

Guardando indietro, la storia dei Fast Animals and Slow Kids è la cronaca appassionata di una band che ha saputo evolversi senza perdere mai la propria anima. Dall’esordio con Cavalli nel 2011 all’ultimo Hotel Esistenza del 2024, ogni disco è stato un tassello di un percorso coerente ma sempre in movimento. Li abbiamo visti passare dall’indie nervoso di Hybris alla profondità orchestrale del live con La Corelli, dalle riflessioni post-punk alle aperture melodiche di È già domani.

Con Sei ore ci ricordano che, anche dopo anni di carriera, c’è sempre spazio per dire qualcosa di nuovo, magari partendo da un’immagine vecchia ma ancora viva nella testa. Come quegli attimi che preferiremmo dimenticare, ma che invece restano lì, a ricordarci chi siamo davvero. E forse è proprio questo il segreto dei Fast Animals and Slow Kids: ci fanno sentire a casa anche nei momenti più scomodi. Anche in un Autogrill, d’inverno, vicino Genova.

“Sei ore” dei Fast Animals and Slow Kids

TESTO DI “SEI ORE” DEI FAST ANIMALS AND SLOW KIDS

Autori: Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli, Jacopo Gigliotti
Etichetta: Woodworm Publishing SRL

Fermati a destra
Devo pisciare
Oh
Ma non è vero
Sto solo male
È che mi vergogno di farti vedere
Come mi riduce questa situazione
Non sono un bravo attore
Sei ore da casa mia
Tre ore da casa tua
Adesso scelgo da che parte andare
Ma prima provo solo a respirare

E non lo so se trovo le parole
Io non lo so se riesco più a mentire
Con la vita che hai
La mia vita ti sembrava male
Se a te serve di più
A me non resta che dimenticare

Un autogrill che si affaccia al mare
Io che ti parlo, tu stai ad ascoltare
Una famiglia mi guarda affogare
Genova male, male

Sei ore da casa da casa mia
Tre ore da casa tua
Adesso scelgo da che parte andare
Ma prima provo, ma prima provo

E non lo so se trovo le parole
Io non lo so se riesco più a mentire
Con la vita che hai
La mia vita ti sembrava male
Se a te serve di più
A me non resta che dimenticare

E io che suono distratto
Tu che leggi un romanzo
I primi giorni di maggio
Ci riportano indietro nel tempo
Cade un bicchiere per terra
Mi chiedi “Dove ho la testa?”
Sposti i capelli dal viso
È al contrario ma almeno è un sorriso

E non lo so se trovo le parole
Io non lo so se riesco più a mentire
Con la vita che hai
La mia vita ti sembrava male
Se a te serve di più
A me non resta che dimenticare

Con la vita che ho
La tua vita mi sembrava male
A me serve di più
Di un passato da dimenticare

4quarti Magazine è un progetto editoriale nato da menti alla costante ricerca di novità e sperimentazione. Al centro c’è la musica in ogni sua sfaccettatura e sfumatura, il desiderio di viverla e raccontarla, cercando di contribuire al propagarsi della bellezza che una canzone sa liberare all’esterno.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *