Un brano dal suggestivo e intrigante, che richiama alla mente immagini di una Palermo sfocata e di cinema indipendente. Ecco “Terra e terra”, il nuovo singolo del duo Not a Sad Story
C’è qualcosa di profondamente viscerale nel nuovo singolo dei Not a sad story, Terra e terra, disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali. Un titolo che sa di ritorno alla base, alla pelle, alla sostanza. Ma anche di fatica, di territorio, di paesaggio interiore. È un brano che si muove come una macchina notturna in una Palermo sfocata, dove la nostalgia incontra il trip-hop, e il battito si mescola con i sogni e con le immagini da cinema indipendente.
Daniele Stagno e Filippo Cimino, anime del progetto, non sono nuovi a questo tipo di racconto emotivo e stratificato. Le loro canzoni non si accontentano mai della superficie: scavano, grattano, curano. E anche questa volta lo fanno insieme a una squadra d’eccezione. La produzione e il mix sono stati curati da Roberto Cammarata, il mastering porta la firma prestigiosa di Giovanni Versari (già al lavoro con artisti del calibro di Caparezza e Muse), mentre la registrazione è avvenuta nello storico Piccolo Cobra Studio di Palermo.
Terra e terra è il punto di arrivo di un percorso che è stato costruito singolo dopo singolo. Da Waterloo a Rimane l’odore, passando per Vita mia, il duo ha continuato a raffinare una poetica personale fatta di provincia, passione, e una malinconia luminosa. Adesso i Not a sad story continuano a farsi strada anche sui palchi più importanti: dopo l’apertura dei concerti di Paolo Benvegnù, IBISCO e BLUEM, sono stati selezionati tra le sessanta proposte di Musicultura 2025.
La loro esibizione al Teatro Lauro Rossi di Macerata ha lasciato il segno, convincendo la giuria del valore autentico delle loro canzoni. Canzoni che non solo raccontano, ma – in certi momenti – sembrano anche guarire. E forse è proprio questo il segreto di Terra e Terra: raccontare il dolore senza mai cedere alla tristezza. Perché, come suggerisce il loro nome, questa non è una storia triste. È una storia vera.




