Con “Le macchine non possono pregare” Anastasio riprende possesso della scena cantautorale moderna, attraverso un disco che sa di rivendicazione, la sua, al cospetto dell’industria discografica

È arrivato sulle piattaforme streaming e nei negozi di dischi alla metà (circa) del mese di aprile, ma si tratta di un disco che va assaporato con la giusta attenzione, quello che ha visto tornare sulle scene Anastasio. L’album s’intitola Le macchine non possono pregare e oltre ad essere la prima prova discografica pubblicata per l’etichetta Woodworm, va ad inserirsi in un progetto più ampio e ambizioso per il talentuoso artista, che comprende anche una graphic novel in uscita il 9 maggio prossimo.

Ti prego mio Dio, fa che non mi sazi mai“. L’album si apre con La mosca, prima di dodici tracce che compongono la tracklist di Le macchine non possono pregare. Canzone dall’andamento incessante su una composizione che vede il pianoforte protagonista ad accompagnare il primo flusso di coscienza di Anastasio e detta il tempo dell’opera tutta. Ritroviamo subito la penna introspettiva del cantautore, che col suo trionfo ad X Factor nel 2018 stregò tutti, ridisegnando le regole della scena musicale mainstream.

“La mosca”, brano contenuto nel nuovo album di Anastasio

Quello stesso mainstream da cui Anastasio è fuggito via, trovando a fatica il proprio rifugio per identificarsi nuovamente in qualcosa e in qualcuno. La missione è compiuta, oggi Anastasio è tornato ad essere lui stesso. Ci sono voluti quattro anni, a questo album, per assumere la forma con cui arriva adesso sugli scaffali dei negozi di dischi, ma il risultato è entusiasmante. Tra tecnologia imperante e Ciclopi tanto spaventosi quanto ottusi, c’è un artista che racconta una storia in più atti, mentre sullo sfondo gli scenari si susseguono incisivi e intriganti.

Quest’album è qualcosa di diverso: è una storia, un’epopea, io lo chiamerei “un’opera rap”. Soprattutto è un sogno, è l’album che renderebbe fiero il ragazzino che ero. L’ho scritto in totale libertà, ci ho messo quattro anni e non è vero che ero solo. In questo disco hanno suonato, prima ancora che dei musicisti pazzeschi, degli amici. La cover e il fumetto li hanno realizzati degli amici. Chiunque ha collaborato a questo album (e alle sue ramificazioni) è perché ha creduto in me, e io lo ringrazio e mi sento fortunato. Oggi mi sento bene. Fatemi un in bocca al lupo.

Un rap d’autore che Anastasio ha da sempre saputo far ascoltare nella sua dimensione migliore. Rap e cantautorato, un incrocio che negli anni ha fatto storcere il naso a molti, ma che attraverso l’opera dell’artista si fa convincente, attraverso canzoni fatte di immagini vivide e intense. Le ritroviamo anche in Le macchine non possono pregare, in cui l’indole sperimentale di Anastasio l’ha portato a scrutare un “cyberpunk” sicuramente insolito per la scena tricolore.

“Ipocrita fratello”, brano contenuto nel nuovo album di Anastasio

Gli ultimi anni non sono stati semplici, tutto quello che ho fatto mi è sembrato di rincorrerlo. Un’equipe di geometri e scienziati valutava le potenziali performance di ogni mia canzone. Non avete idea di quanti pezzi non sono usciti perché “troppo lungo, troppo difficile, non verrà capito”. Maledetti scienziati. Per fortuna a un certo punto mi sono ritrovato solo, e ho ricominciato a divertirmi. Di testa mia ho scritto l’album che sognavo fin da ragazzino, al riparo dagli scienziati. Woodworm ci ha creduto. E oggi, morale della favola, non sono più così solo.

Un album, questo, che nuota in stile libero nel mare magnum della musica italiana, ispezionando il rapporto conflittuale tra uomo e tecnologia, sviscerandolo e creando una storia nuova e misteriosa, che con questo disco si presenta al mondo, ma che saprà trovare una propria evoluzione anche nella graphic novel – realizzata dallo stesso artista napoletano insieme a Davide Nota ed Egidio Matinata con i disegni di Arturo “Dr Brain” Lauria, edita da Edizioni BD e parte fondamentale per questo progetto – di prossima uscita nelle fumetterie italiane. Anastasio è tornato e non è mai stato più in forma di così.

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Valutazione:
★ ★ ★ ★ ☆

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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