Il singolo “Una cosa semplice” segna il ritorno di Anastasio. Una nuova partenza, con una nuova label e un nuovo team, ma lo stesso desiderio di comunicare al pubblico senza filtri
Arriva da oggi su tutte le piattaforme digitali arriva Una cosa semplice, il nuovo singolo di Anastasio, che segna un nuovo capitolo nella sua carriera (anche se, a dirla tutta, non ne aveva mai chiuso uno precedente). Pubblicato sotto l’etichetta Woodworm e Universal Music, il brano si inserisce in un panorama musicale in cui temi come salute mentale, burnout e fragilità sono stati, fortunatamente, sdoganati.
Anastasio però non intende guardare ai trend né ai topic di maggiore interesse e discussione: l’artista, che come dicevamo non ha mai davvero abbandonato la scena musicale, è tornato per esprimere la sua autenticità e la sua musica, nella maniera più onesta possibile.
Tre anni. Tanto gli è servito per respirare, osservare, scrivere e laurearsi. Per viaggiare senza l’ossessione di doversi raccontare in tempo reale. In un’industria che spinge a etichettare tutto e tutti, lui si muove con naturalezza tra rap e cantautorato, senza preoccuparsi di spiegare dove finisce l’uno e inizia l’altro.
Autore di ogni suo brano, lo stile di Anastasio è fatto di immagini potenti, capaci di colpire duro o accarezzare lievemente, a seconda di ciò che vuole trasmettere. «Se ci penso, Una cosa semplice potrebbe quasi essere il mio vero esordio», ha detto in un video sui social, con la sua solita schiettezza. Nessuna retorica, solo la voglia di farsi ascoltare in un mondo che spesso dimentica quanto sia importante fermarsi e provare a capire l’altro.
«Gli ultimi anni non sono stati semplici, tutto quello che ho fatto mi è sembrato di rincorrerlo. Un’equipe di geometri e scienziati valutava le potenziali performance di ogni mia canzone. Non avete idea di quanti pezzi non sono usciti perché “troppo lungo, troppo difficile, non verrà capito”. Maledetti scienziati. Per fortuna a un certo punto mi sono ritrovato solo, e ho ricominciato a divertirmi», ha spiegato Anastasio sui suoi canali social.
L’artista ha poi aggiunto: «Alla fine, cos’altro si può chiedere a un artista? Fai di testa tua. È una cosa semplice se te ne accorgi. Quindi di testa mia ho scritto l’album che sognavo fin da ragazzino, al riparo dagli scienziati. Woodworm ci ha creduto. E oggi, morale della favola, non sono più così solo. C’è una squadra, e ci sarà modo di ringraziarli uno ad uno».
Una cosa semplice nasce da un’esigenza viscerale, per Marco Anastasio (questo il suo vero nome). Il testo di questa traccia lo vede autore, mentre la melodia prende vita grazie al lavoro di Estremo, che ha anche curato la produzione, e Francesco Musante.
TESTO DI “UNA COSA SEMPLICE” DI ANASTASIO
Autori: Marco Anastasio, Enrico Botta (Estremo), Francesco Musante
Etichetta: Universal Music Italia srL
Inginocchiato di fronte alla porta di casa
stringe il suo mezzo di chiavi
Sente il metallo, le mani
Gli occhi si fanno bagnati
Tutto gli manda segnali
Vi prego di esistere disse guardando gli oggetti sugli scaffali
Il calendario e la radio i giornali i grovigli di cavi i medicinali
Vi prego di esistere disse
pure quando non guardo
E chiuse un occhio
Poi l’altro
Ecco fatto
Ci vediamo dall’altro lato
E gli astri sorvolarono
L’uomo sdraiato
Nella cucina in soqquadro
Gli oggetti cantavano
Oh mia rivolta, amore mio
Mia rivolta, amore
Quante parole conosco per cose che non capisco
O che non esistono
quante parole mi mancano invece per dirti quello che vivo
Io che lo chiamavo amore invece era una specie di infarto era altro era sete
Era tutto era niente
Amico mio…
Tu vieni qui coi tuoi teoremi e non sai
Che amare è una cosa semplice
Amare è una cosa semplice
Amare è una cosa semplice
Ma Il nostro è un amore col doppio fondo
È come svegliarsi in un sogno
Per fare a cazzotti col mostro che cambia volto
Con colpi che vanno a vuoto
Siamo mani che sfiorano mani attraverso le sbarre del manicomio strade senza ritorno
Soldati che vanno al fronte su navi che vanno a fondo
E Tu illesa, nuda sei la faccia buia della mezzaluna
Una poesia una pretesa assurda
L’uomo, il sogno la distesa azzurra La rivolta sì, l’ho amata come una donna
E una donna come fosse l’unica via di fuga
Mentre il mondo brucia
Guarda come luccica
Quante parole conosco per cose che non capisco
Che non esistono
Se a dirle mi sento ridicolo
Forse è il momento di stare zitto
Ma per le strade la rete neurale si espande
Arriva fin dentro le case le stanze
I sogni di tutti ci rendono stupidi
Due solitudini insieme ne formano un’altra più grande
Usciamo di casa rubiamo un fucile e spariamo alle telecamere
Alziamo le barricate scaliamole e usiamole per evadere
Oh mia rivolta
Amore mio
Oh mio rivolta
Amore
Oh mia rivolta amore
Oh mia rivolta amore mio
Oh mia rivolta amore




