S’intitola “Olio essenziale” l’album con cui l’artista italo-libanese Sbazzee fa il suo esordio sul mercato discografico, con il supporto di Musa Factory. Andiamo a scoprire quest’opera traccia per traccia
Approda sul mercato discografico per Musa Factory (Edizioni Emmekappa) Olio essenziale, il primo album in carriera dell’intrigante artista italo-libanese Sbazzee, già disponibile su tutte le piattaforme digitali. L’opera, distribuita da Believe e supportata da Nuovo Imaie, racchiude al suo interno dieci tracce che nascono da un processo di estrazione pura, un viaggio nell’essenza stessa dell’artista: la sua identità, il suo percorso e le emozioni che l’hanno accompagnata fino ad oggi. Un’esplorazione musicale a 36°, tra atmosfere cinematiche a ritmi soul e R&B, con incursioni nel pop indie contemporaneo.
Olio essenziale si dipana come un viaggio intimo e poliedrico attraverso le diverse dimensioni sonore e psicologiche di Sbazzee. L’album esplora la complessità della sua visione del mondo, intrecciando riflessioni sulla consapevolezza personale con un insieme di valori e principi morali che ne plasmano la visione dell’esistenza. Ogni traccia è un tuffo nelle profondità della sua identità, un racconto di emozioni e pensieri che si svelano in mille sfumature.
«La lavanda è il colore identitario dell’album e fa riferimento all’olio essenziale di lavanda che è tra le essenze più comuni con proprietà sedative, ansiolitiche e antidepressive» spiega la cantautrice, che ha firmato i testi e le musiche di questo lavoro, anticipato da diversi singoli, tra cui l’interessante Fiori vivi che per primo ha catturato la nostra attenzione e ci ha fatto scoprire Sbazzee (ne abbiamo scritto qui).
Con un approccio mai banale, Sbazzee ha intrecciato le sue molteplici identità e necessità interiori con la purezza e l’efficacia di un olio essenziale, immaginando di trovare in queste essenze naturali un rimedio per le sue emozioni e il suo vissuto. Il concetto alla base del suo lavoro si è tradotto non solo nelle sonorità, ma anche nell’aspetto visivo di ogni uscita, creando una fusione unica di musica e arte visiva. «La troppa consapevolezza del mio malessere è sia la mia rovina che la mia fonte di ispirazione – afferma Sbazzee – fortunatamente anche i disagi più grandi diventano poetici quando messi in musica».
“OLIO ESSENZIALE”, IL PRIMO ALBUM DI SBAZZEE, CANZONE PER CANZONE
solamente: l’album inizia con un intro arpeggiato e sospeso che accompagna dei cori e armonie che si alternano una antifonia. È il primo tuffo nel mondo intimo di Sbazzee, un assaggio di quello che ci aspetterà: una conversazione, una confessione, uno sfogo con questo “buio” che non è altro che l’ascoltatore.
AMORE AMORE AMORE: sono cresciuta in una famiglia in cui non si nominava la parola “amore”, motivo per cui mi è sempre stato difficile riceverlo e dimostrarlo anche nelle relazioni successive. Canzone molto semplice chitarra e voce e apparentemente leggera, rivendica l’uso di questa parola “proibita”, ripetendola più volte, ora che finalmente ha preso senso.
mi dimentico del sole: parla di quei periodi di depressione in cui mentalmente non si ha la forza di decidere il meglio per sé: non sappiamo più quale sia la nostra identità, ci si dimentica di uscire dalla propria camera e ci si dimentica che il sole esista. Brano pop-R&B dal colore dark e cinematico.
mai stata tua mai: racconta il dolore secolare delle donne, un’eredità di abusi e violenze radicata nel patriarcato. La canzone è un atto di amor proprio e affermazione del sé, un manifesto di resilienza che invita le donne a validare il proprio vissuto, spesso traumatico. La canzone, solenne e ambient, combina tom orchestrali ripetitivi e un pad etereo che avvolge la voce, creando un ritmo ipnotico e un’atmosfera sospesa.
fiori vivi: è la metafora di un amore profondo, che va nutrito in tutte le sue fasi e che ha le costruito le proprie radici passando la vita assieme ad una persona, dai momenti di fioritura a quelli di appassimento. Ballad romantica e malinconica che si avvicina all’indie-folk di Bon Iver con una sussurrata intimità vocale.
SCHIÀNTATI: è una fantasia queer di una coscienza che ha bisogno di evadere attraverso l’immaginazione sfrenata di scenari paralleli alla realtà, distaccandosi completamente da questa. L’atmosfera dreamy R&B, le ripetizioni melodiche e il lessico figurativo creano la sensazione di un piacevole dormiveglia.
Sola: è uno sfogo autobiografico: descrive un’infanzia difficile che costringe a crescere troppo in fretta e al disagio, in quanto persona queer, della vita in una periferia ottusa. La voce parla agli ascoltatori con un tono solenne e puntiglioso, accompagnata da un arrangiamento pop-orchestrale con richiami ritmici e melodie tipiche del mondo arabo/mediorientale.
caro tempo perso: è una confessione intima, il racconto di una lotta silenziosa contro quell’ansia che si insinua e, senza che ce ne accorgiamo, ci ruba tempo prezioso. Il brano è pop-R&B, con tocchi di sound design ispirati alla cinematografia thriller che creano un senso di inquietudine e incertezza.
ma come sto facendo?: Il brano affronta la tensione che si viene a creare tra la volontà di cambiare la propria vita e l’assenza però di una reale prospettiva, che dia la spinta necessaria a realizzare questo cambiamento, creando così un loop di indecisione cronica. Brano indie-pop dal carattere critico, ma allo stesso tempo leggero ed autoironico.
sottofondo: Brano chitarra – voce che sale sempre più di intensità con un climax sia vocale che strumentale. È l’urlo di tutte quelle voci inascoltate e non considerate. In quanto donna, la mia voce non viene mai presa in considerazione tanto quanto quella di uomo: se piango sono troppo emotiva; se urlo sono isterica e se parlo resto comunque un sottofondo.




