Atmosfere che rievocano quegli anni Ottanta che l’hanno resa una grande della nostra musica e collaborazioni che la ancorano ben salda alla contemporaneità: Rettore torna con l’album “Antidiva putiferio”

Sono trascorsi quattordici anni fa dall’ultimo progetto discografico interamente di inediti di Donatella Rettore. All’epoca si trattò di Caduta massi e da allora qualcosa – ma non troppo – è cambiato. Provocatoria, squillante e irriverente, l’artista è tornata sull’onda di una rinnovata popolarità che dal Festival di Sanremo del 2022, in coppia con Ditonellapiaga, la traghetta ora a questo nuovo disco, Antidiva putiferio, pubblicato per Warner Music e frutto di un lavoro di lunga gestazione, collaborazioni con artisti di nuovissima generazione e al tempo stesso di recupero di sonorità e vibes degli anni d’oro della “Rettoressa”.

Donatella Rettore è un’artista unica nel suo genere, nel nostro Paese. Avanguardista e irrefrenabile: sin dai suoi esordi s’è fatta sentire squarciando in più occasioni veli di censure posti sulle sue canzoni, in cui si parlava di sesso, rivendicazione del corpo femminile, suicidio. Temi di certo non soliti e tantomeno masticabili dall’Italia del tempo, in cui il perbenismo, imbevuto nel bigottismo più fastidioso, imperava. Negli anni s’è destrutturata senza mai perdere sé stessa e la sua musica, lottando con grinta per quel titolo di cantautrice che s’è sudata con tutte le sue forze.

Sono anni, questi, in cui è solito trovare artisti che hanno reso grande la canzone d’autore e la canzone leggera italiana, mettersi nuovamente in gioco in un panorama discografico completamente rivoluzionato rispetto ai tempi in cui erano loro le star da vertice delle hit parade, con progetti inediti non sempre aderenti al contesto musicale odierno – non che questo sia un obbligo, anzi – ma qualche volto poco sostanziosi, coerenti e adeguati alla vita artistica dei loro interpreti.

Dunque, cosa dire su Antidiva putiferio? Disco che arriva dopo la pubblicazione di diverse raccolte e riedizioni di precedenti album di successo, ma che attraverso le sue canzoni inedite può riconsegnarci un quadro nitido dello stato di salute della musica e della scrittura di Rettore, oggi. Musicalmente, questo è un disco di impronta dance elettronica, con chiari richiami a sonorità anni ’70 e ’80, cruciali per la carriera di Rettore, che rievoca i vecchi fasti in brani come Malamocco – ironica e ispirata diapositiva della laguna veneta e dei suoi piccoli disagi – e Disco prosecco, in duetto con Big Mama.

Antidiva putiferio si muove tra due diversi macro-periodi della carriera di Donatella Rettore: è un disco a metà strada tra i brillantissimi anni ’80 e gli anni rappresentati dal progetto Caduta massi, tra la fine dei 2000 e l’inizio dei ’10, cappello sotto cui potremmo lasciare spazio alla opening track, Antidiva – dichiarazione di indipendenza dai social e dalla comunicazione moderna, ma non uno dei suoi testi migliori – e Il senso del pericolo, bella ballad midtempo sulle decisioni prese con coraggio di fronte al futuro.

A convincere sono i duetti, tutti, contenuti in Antidiva putiferio. Oltre alla già citata Disco prosecco – scelta anche come singolo per trainare l’uscita dell’album – con Big Mama, sono ben riuscite anche le prove con Beatrice Quinta, in un’ode alla complicità femminile, Thelma e Louise, nel pop punk di Beepolare con i La Sad, accompagnati durante la serata delle cover all’ultimo Sanremo, e nella cover di Ventilatore, cantata insieme all’autrice Marta Tenaglia. Promosse a pieni voti anche le ben note Faccio da me, con Tancredi, e ovviamente quella Chimica che, con Ditonellapiaga, ha aperto le porte ad una nuova e luminosa vita artistica per Rettore.

L’antidiva veneta fa un putiferio che non azzanna: non ci sono i denti affilati della copertina di Magnifico delirio – copertina che, curiosità, è stata realizzata dalla stessa autrice di quella per Antidiva putiferio, Flora Sala -, né la ferocia dei suoi migliori testi audaci e scandalosi. Eppure questo resta un disco che, in cassa, spinge forte. Suona bene, muovendosi tra le diverse sfumature sonore, del presente e del passato, di Donatella Rettore, sostenuto da collaborazioni indovinate con le nuove leve inserite in tracklist. La giusta fotografia dell’oggi di un’artista intoccabile.

Donatella Rettore Antidiva putiferio
Valutazione:
★ ★ ★

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DI RETTORE

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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One reply on “Rettore: il “putiferio” di un’antidiva votata alla contemporaneità – RECENSIONE”

  • Carlo
    Gennaio 15, 2025 at 2:31 pm

    intoccabile mi sembra giusto una delle poche cantautrici al di fuori del solito cuore amore….